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Proietti Gagliardoni: «Studio da uomo di classifica e intanto voglio fare un bel mondiale Under 23»

Proietti Gagliardoni
Mattia Proietti Gagliardoni sta per concludere la sua prima stagione tra gli Under 23 (foto: Movistar Team Academy).
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Tra gli azzurri che si cimenteranno nella prova in linea maschile Under 23 dei mondiali di Montreal, in programma venerdì 25, c’è anche Mattia Proietti Gagliardoni, classe 2007 della Movistar Team Academy. L’umbro, al primo anno nella categoria, ha corso molto con i professionisti e ha ottenuto alcuni risultati solidi tra gli Under 23, tra cui un settimo posto di tappa alla Ronde de l’Isard e il sedicesimo nella generale del Tour de l’Avenir.

«Ed è proprio con l’Avenir – racconta Proietti Gagliardoniche mi sono guadagnato il biglietto per il Canada: dopo la fine della corsa francese, Amadori ha cominciato a parlarmi del mondiale. Ho rifinito la preparazione correndo il Memorial Pantani e il Trofeo Matteotti con i professionisti, mettendo chilometri importanti nelle gambe. Vestire la maglia azzurra è una bella emozione e sono convinto che questa esperienza mi sarà molto utile anche in vista del 2027, quando in Francia troveremo un mondiale molto duro».

Quale sarà il tuo ruolo nella gara di Montreal?

«Le tattiche le stabilirà Amadori quando saremo lì, ma ovviamente mi aspetto una corsa molto impegnativa: il percorso non ha un metro di pianura. Le nostre punte saranno probabilmente Lorello e Negrente, due corridori dotati di un’ottima esplosività, ma credo che con un chilometraggio e un dislivello simili verranno fuori anche le doti di resistenza».

Doti che non ti mancano.

«Esatto: la regolarità è il mio punto forte. Me la cavo bene negli arrivi in salita che richiedono fondo e resistenza, mentre ho ancora molto da migliorare negli sforzi molto brevi, diciamo da un minuto. Già quando si comincia a parlare di sforzi di 4-5 minuti – come quelli che saranno richiesti al mondiale – mi difendo bene, per cui spero di poter fare una buona gara e di rendermi utile alla squadra».

Riavvolgiamo il nastro: come giudichi, ad oggi, la tua prima stagione tra gli Under 23?

«Ho imparato tanto e accumulato esperienza preziosa che mi servirà per i prossimi anni. La squadra mi ha spesso mandato a correre con i professionisti e ovviamente ho sentito molto il salto di categoria, ma è bello vedere che credono in me e nei miei margini di miglioramento. All’inizio ero un po’ preoccupato per la lingua, ma a forza di stare con i miei compagni e con lo staff ho imparato lo spagnolo, e ora me la cavo bene».

Il momento migliore del tuo 2026?

«L’Avenir, sicuramente. Venivo da un periodo in cui non sempre ero riuscito a essere costante, ma dopo un training camp in altura ho cominciato a sentirmi molto meglio. Sapevo che la squadra contava su di me per la classifica, e sono contento di essere riuscito a rimanere quasi sempre con i 7-8 corridori alle spalle dei primi, che per me erano inarrivabili».

Il peggiore, invece?

«Il Valle d’Aosta. La mia condizione era piuttosto buona ma qualche giorno prima, al GP Internacional Torres Vedras in Portogallo, sono caduto in discesa a 60 km/h: lì per lì pensavo di non essermi fatto nulla, ma poi le botte si sono fatte sentire. Da Lisbona sono andato direttamente ad Aosta e ho avuto un’infiammazione al sottosella, con i globuli bianchi abbastanza sballati. Correre in queste condizioni non era il massimo: la crono inaugurale non è andata come speravo, il secondo giorno mi sono sentito male fin dalla partenza e non ho avuto altra scelta che ritirarmi».

Prima hai parlato di margini di miglioramento: hai progetti importanti per il prossimo anno?

«Sto cercando di tenermi più margini possibili in vista delle prossime stagioni: dal peso all’alimentazione, credo di poter ancora migliorare molto. Sto studiando da uomo di classifica e la squadra ha capito che può puntare su di me per le gare di più giorni. È chiaro, però, che l’anno prossimo dovrò dimostrare questi miglioramenti: se i margini rimangono margini, non servono a nulla».

Nel 2027 parteciperai anche al Giro Next Gen?

«Sicuramente: quest’anno ho dovuto rinunciare perché avevo la maturità. Giro, Avenir e mondiali saranno i miei tre grandi obiettivi della prossima stagione: voglio essere davanti nelle gare più importanti del calendario Under 23. Intanto, però, penso al mondiale di quest’anno e al Lombardia Under 23, che dovrebbe essere l’ultima gara del mio 2026: proverò a ottenere un buon risultato».

Magari l’anno prossimo, nelle gare con i professionisti, ti capiterà di correre con Enric Mas, che da poco ha ottenuto alla Vuelta la vittoria più importante della sua carriera. L’hai conosciuto?

«Ho scambiato due chiacchiere con lui nei primi ritiri che abbiamo fatto quest’anno, quello di Pamplona – dove abbiamo preso le misure – e quello di Calpe, dove invece ci sono stati i primi allenamenti. Dall’Italia, nei giorni del Pantani e del Matteotti, guardavamo la Vuelta facendo il tifo per lui: una vittoria del genere è il massimo che potessimo desiderare, dopo un’annata che per la squadra non era stata molto positiva. Spero di poter correre qualche gara con lui l’anno prossimo e non solo, sognando poi di passare professionista a mia volta».