Mas si è preso la Vuelta con costanza e carattere. Non c’era Pogacar, vero, ma lo spagnolo l’ha meritata tutta

Mas
Secondo Sciandri, Mas è maturo per vincere la Vuelta e a prendersi un successo di prestigio dopo tanta sfortuna (credit: Unipublic / Cxcling / Toni Baixauli).
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Siamo giunti alla fine del terzo grande giro del 2026. La Vuelta ha decretato il suo vincitore dopo 21 tappe stancanti, sotto il caldo cocente e dopo che Tadej Pogacar è uscito di scena, lasciando spazio alla rivelazione Enric Mas. È lui a trovare un grande successo qua alla Vuelta, a più di dodici anni da quando Alberto Contador divenne “re di Spagna”, nel 2014. L’ultima volta che vinse uno spagnolo in casa propria.

Un risultato forse per certi versi già scritto dopo il ritiro di Pogi, col corridore della Movistar Team che non ha rischiato assolutamente niente. Ha concesso poco agli avversari nelle tappe in salita, dimostrando di poter dettare il passo e rimanere in maglia rossa anche dopo l’abbandono prematuro della stella slovena, con tutta la pressione del caso. In una parola: costanza. Non c’è mai stato davvero un momento in cui sembrava che a Mas potesse sfuggire una delle occasioni più importanti della sua carriera.

Ma ci vuole anche carattere, quello serve sempre per portarsi a casa un grande giro, e Mas lo ha fatto vedere a più riprese. Ha dimostrato di non voler mollare e di non dare nulla per scontato in ogni tappa. Lo spagnolo ha vinto il suo primo grande giro in carriera, ed è interessante, non tanto per l’età (31, ma su quello si può anche sorvolare, contando che il vincitore più vecchio fu Chris Horner nel 2013, a 41 anni) ma quanto per aver vinto soltanto una tappa in tutta la Vuelta, la 9ª. Lo ha fatto battendo in uno sprint decisivo Oscar Onley e lanciando un segnale fortissimo neanche a metà del grande giro, prendendosi la maglia roja senza più lasciarsela sfuggire.

Questa è stata la forza di Mas, che gli ha permesso di trovare un successo meritato e costruito tappa dopo tappa. Così si è preso la classifica generale, davanti a Roglic e Gall. Mas prima dell’inizio del grande giro non era tra i grandi favoriti, e nemmeno tra i “piccoli” favoriti, visto che arrivava da due stagioni tutto sommato deludenti in termini di risultati (degno di nota solo il terzo posto alla Vuelta del 2024, con un secondo posto alla Itzulia Basque Country). Il riscatto è arrivato però nella giornata di oggi, ma è iniziato in realtà dopo la caduta di Pogi. Da quel momento, Mas è passato al primo posto e non l’ha più perso. E ha vinto la Vuelta con costanza e con carattere, senza sbagliare.