Mondiali, Vermaerke ci crede: «È la chance migliore che abbiamo dal ’93 con la vittoria di Armstrong»

Kevin Vermaerke in azione alla Vuelta 2026. Il prossimo appuntamento? I Mondiali in Canada (Foto Unipublic / Cxcling / Naike Erenozaga)
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Riavvolgiamo il nastro: Lance Armstrong conquistò l’ultimo titolo mondiale su strada maschile per gli Stati Uniti nel 1993 a Oslo. Da allora, solo in sei occasioni un altro corridore statunitense è riuscito a piazzarsi tra i primi dieci in classifica. Due volte con Chann McRae (1999 e 2000), poi Chris Horner nel 2004, Tyler Farrar nel 2011, Neilson Powless nel 2021 e infine Quinn Simmons due anni fa.

Quest’anno le cose sembrano diverse però. Tadej Pogačar, come è noto, ha dovuto chiudere prematuramente la stagione dopo la caduta alla Vuelta. E secondo Kevin Vermaerke – suo compagno di squadra alla UAE Team Emirates – questa potrebbe essere un’occasione d’oro per far bene al mondiale: «Credo che questa sia probabilmente la nostra migliore occasione di vittoria dai tempi del successo di Lance nel 1993. Abbiamo otto corridori davvero forti, ognuno con un compito preciso per contribuire al risultato», ha detto Vermaerke a Cyclingnews prima della partenza della 15ª tappa della Vuelta.

Per l’americano le altre squadre potrebbero presentare delle criticità, anche tra i favoriti per la corsa: «Del Toro ad esempio, non avrà molti compagni di squadra. Il Belgio ha una formazione fortissima, ma credo che spetterà a loro controllare la corsa. Per noi, invece, la strategia potrebbe consistere nel provare ad anticipare la gara, cercando di arrivare agli ultimi 50 chilometri con più corridori ancora in gioco. Mentre forse altri corridori si ritroveranno già isolati, noi della squadra siamo piuttosto abituati a queste gare di oltre 250 chilometri, lunghe quanto le Classiche Monumento. Questo è un tipo di corsa che si adatta perfettamente alle nostre caratteristiche. Quindi sì, sono entusiasta. Ogni volta che ci ritroviamo con la nazionale si crea una bella atmosfera, con piacevoli conversazioni a tavola. Spero che questo spirito si trasferisca anche in gara».

Vermaerke intanto sta intensificando gli allenamenti e dovrebbe presentarsi al via tra qualche settimana in ottima forma, pronto a fare la differenza al mondiale: «La cosa positiva è che le gambe sembrano migliorare di giorno in giorno. Questo mi dà fiducia. È il mio quinto Grande Giro e, storicamente, la mia condizione è sempre migliorata verso la terza settimana. La chiave è riuscire a recuperare a sufficienza una volta tornato a casa. Sarà bello rientrare negli Stati Uniti per vedere amici e familiari, dato che avrò due settimane di pausa prima dei Mondiali. Penso che mi rilasserò, godendomi appieno l’esperienza della Vuelta. Credo che uscirò da questa corsa con un’ottima condizione fisica, a patto di rimanere in salute e senza infortuni. È questo l’obiettivo».