Tour de l’Avenir, Dagnoni: «I giovani italiani leader nel mondo»

Il podio del Tour de l'Avenir 2026 vinto da Finn su Driesen e Vanhuffel
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Lorenzo Mark Finn ha vinto il Tour de l’Avenir. Il campione del mondo Under 23 ha messo il sigillo sulla corsa dominando anche la tappa conclusiva, con arrivo a Ceresole Reale-Lago Serrù, completando una prestazione che lo consegna alla storia del ciclismo italiano.

Erano infatti 53 anni che un italiano non vinceva il Tour de l’Avenir, la corsa a tappe più prestigiosa del calendario internazionale giovanile e da sempre considerata il banco di prova dei campioni del futuro. L’ultimo era stato Gianbattista Baronchelli nel 1973. Per Finn si completa una stagione straordinaria: dopo il successo al Giro Next Gen, il diciannovenne ligure conquista anche il Tour de l’Avenir. Ad attenderlo sul traguardo di Lago Serrù anche il presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, che ha portato a Finn i complimenti dell’intero movimento ciclistico italiano.

«Il successo di Lorenzo Mark Finn al Tour de l’Avenir è tra i risultati tecnicamente più importanti del mio mandato da presidente, considerando che mancava al ciclismo italiano da oltre cinquant’anni. Finn, oltre a essere un grande campione, è anche un esempio per la serietà con cui prepara gli appuntamenti e affronta uno sport che, a questi livelli, richiede sacrificio, applicazione e professionalità. Sono certo che saprà regalarci grandi soddisfazioni anche tra i professionisti. Ci tengo però a sottolineare che non siamo di fronte a un talento isolato. A questo Tour gli italiani sono stati grandi protagonisti anche con Thomas Capra, leader della classifica a punti, e Davide Stella che ha vinto la terza tappa. Più in generale, in questi anni tutto il movimento giovanile italiano si è messo in evidenza, confermando una crescita complessiva che forse non sempre trova lo spazio che merita sugli organi di informazione. I risultati ottenuti nelle categorie Juniores e Under 23 ci collocano al vertice dei ranking UCI e testimoniano la qualità del lavoro svolto da società, tecnici e strutture federali. Finn è la punta di un movimento nel quale stanno emergendo tanti ragazzi di grande valore, pronti a raggiungere i nostri giovani professionisti nel gruppo che già si stanno mettendo in mostra, come Magagnotti, Pellizzari e Piganzoli. Siamo diventati ormai una realtà e possiamo guardare con grande fiducia al futuro del ciclismo italiano su strada e, più in generale, a quello delle altre discipline».