Tour de France, il Galibier chiude i giochi: nel 1998 la vittoria del coraggio di Pantani

L'attacco iconico e indimenticabile di Marco Pantani sul Galibier durante la quindicesima tappa del Tour de France 1998

Il Col du Galibier è «una vecchia montagna malandata, rugosa, sfregiata, straziata, scorticata» scrisse ad inizio Novecento il giornalista Henri Decoin. Il Tour de France l'aveva scoperto nel 1911, grazie ad Henri Desgrange. Il patron, insolitamente, si era mosso in prima persona per andare a ispezionarlo e pensare che sì, questa montagna faceva proprio per la sua corsa. «Una salita che solleticava il cielo» gli avevano scritto i suoi collaboratori. I 2.642 metri, in vetta, sembrano farlo per davvero. Recandosi sul posto, Desgrange rispose loro che al confronto del Galibier, le altre salite proposte fino a quel momento, compreso un certo Tourmalet, non sembravano altro che «pallidi neonati». I corridori transiteranno lassù quest'oggi durante la tappa regina del Tour in corso. La ventesima, l'ultima per chiudere i giochi per la classifica generale. L'ultima volta del Galibier alla Grande Boucle, invece, fu nel 2024. Un'apparizione recente da record, quello di scalata fatto registrare da Tadej Pogacar che due anni fa andò a vincere anche la tappa quel giorno. Quella odierna sarà la comparsa numero sessantacinque di questa salita, affrontata come terzultima ascesa di giornata, dopo il Col de la Croix de Fer, il Col du Télégraphe e prima del Col de Sarenne e una ridotta Alpe d'Huez. Una tappa durissima, da oltre cinquemila metri di dislivello. Il Galibier verrà scalato da...