Petrolike, cosa succede? Stipendi non pagati e licenza UCI sospesa: il punto con Bellini

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I corridori della Petrolike al Giro Next Gen 2025.
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Il momento della Petrolike è tutt’altro che facile. La formazione Continental messicana – ma con base in Italia – negli ultimi anni si è resa protagonista di tanti buoni risultati e ha sempre corso un calendario prestigioso, ma gravi problemi economici, adesso, ne stanno mettendo a serio rischio il futuro. Da mesi corridori e staff non ricevono più lo stipendio, e questo ha portato, due settimane fa, alla sospensione della licenza da parte dell’UCI. Con il team manager Marco Bellini abbiamo fatto il punto su questa difficilissima situazione.

«Mai e poi mai mi sarei aspettato che la squadra potesse avere problemi economici», racconta Bellini. «La solvibilità del nostro sponsor – Petrolike, o per l’esattezza Forte Infraestructura – era sempre stata dimostrata dai grandi investimenti fatti negli ultimi anni per creare una squadra di buon livello e valorizzare il ciclismo messicano».

Quando sono arrivati i primi campanelli d’allarme?

«Già a fine 2025 c’è stato qualche ritardo nei pagamenti, ma il nostro sponsor, che è titolare sia della società che della licenza UCI, ci ha dato rassicurazioni. Così il nostro 2026 è partito regolarmente, anzi forse con un calendario fin troppo ambizioso: abbiamo corso a Maiorca, poi la Valenciana, la Vuelta Murcia e l’Andalusia, quindi Giro di Sardegna e Settimana Coppi e Bartali, tutte gare professionistiche. Da inizio gennaio, però, gli stipendi non sono più stati pagati».

Nessuno?

«Qualcuno ne ha ricevuti tre, qualcuno due, qualcuno nessuno: a marzo, quindi, i corridori si sono rivolti all’UCI per la prima volta. Poi, tra fine marzo e fine maggio, c’è stato uno scambio di mail tra l’UCI e lo sponsor, che ha sempre garantito di poter pagare con tranquillità, spiegando questi ritardi con la mancanza di flussi. L’UCI ha stabilito una prima deadline per il pagamento degli stipendi al 30 maggio, poi una seconda al 12 giugno: ma purtroppo non sono state rispettate. Ecco quindi che, il 15 giugno, l’UCI ha comunicato la sospensione della licenza».

Adesso, quindi, qual è la situazione?

«La licenza è stata sospesa, come dicevo, e non revocata: questo significa che, nel momento in cui la società ottempererà gli obblighi del pagamento degli stipendi, la squadra verrà reinserita nella lista UCI e potrà tornare a correre. La volontà di proseguire c’è, la certezza purtroppo no».

La sospensione della licenza significa che i corridori sono liberi di firmare con altre squadre.

«Esatto, e io spero davvero che tutti trovino opportunità di concludere la stagione. Villa, per esempio, ha firmato con la Biesse-Carrera-Premac, altri troveranno altre soluzioni: l’importante è che – se noi non dovessimo ripartire – nessuno rimanga a piedi».

Tu e lo staff, invece, come vivete questo periodo?

«Io sono l’ultimo dei problemi: ho anche altre attività, per me non è un problema rimanere un anno senza squadra, anche perché bisogna poi vedere se ho voglia di continuare con questo lavoro. Il problema vero, quello che mi toglie il sonno da mesi, è lo staff: penso ai massaggiatori, ai meccanici, ai direttori sportivi. Molti di loro sono messicani o sudamericani, e non hanno una casa in Europa: trovare un altro lavoro, adesso, è difficilissimo. Mi dispiace molto anche per Andrea Peschi, che è un bravissimo direttore sportivo e non merita di vivere una situazione simile. Stesso discorso per il preparatore Fabrizio Tacchino. In secondo luogo, mi dispiace anche per gli sponsor che hanno investito nel nostro progetto e che ora vivono questa situazione di incertezza: vorrei menzionare Salice Occhiali, Pella Sportswear e Bici Coppi».

Quali sono le tempistiche? Quando sono attese novità?

«Formalmente, come detto, appena arrivano gli stipendi possiamo ripartire. Sono in costante contatto con gli organizzatori delle varie gare e abbiamo già definito il calendario per la seconda parte di stagione, per cui da quel punto di vista non ci sarebbero problemi e riprendere l’attività. È anche vero, però, che questa situazione di incertezza deve finire: non voglio protrarla entro metà luglio. Ma spero di avere novità già la prossima settimana».

Cosa succederà la prossima settimana?

«Prenderò un aereo e andrò in Messico per parlare con il titolare della società: l’immagine della Petrolike, che era ottima grazie agli investimenti degli ultimi anni, non può essere danneggiata così. Sono convinto della buona fede del titolare, che continua a fornirmi rassicurazioni: è chiaro, però, che adesso ci vogliono certezze».