Tour of the Alps, Jasch incredulo: «Fino a qualche anno fa ero un pattinatore»

Jasch
Lennart jasch ha conquistato nella quarta tappa del Tour of the Alps la prima vittoria della sua carriera (foto: Luca Matassoni).
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Nella quarta tappa del Tour of the Alps, Lennart Jasch ha fatto davvero un numero: il classe 2000 della Tudor, in fuga fin dal Passo Bordala, è stato l’unico a resistere al ritorno del gruppo, e sul traguardo di Trento ha conquistato la sua prima vittoria da professionista. La storia di Lennart è piuttosto particolare, come lui stesso ha raccontato dopo la vittoria: fino al 2023, infatti, il tedesco era un pattinatore di velocità, ed è passato al ciclismo solo negli ultimi anni.

«Non riesco ancora a crederci: è stata semplicemente una giornata incredibile, durissima, e mi sento davvero molto fortunato», ha commentato Jasch dopo l’arrivo. «Ho capito subito di avere ottime gambe e allora ho cercato di crederci. Fino alla fine è stata davvero dura: solo quando ho girato a destra sull’ultimo rettilineo ho realizzato di aver vinto la mia prima gara da professionista».

«Sono stato un pattinatore di velocità fino alla fine del 2023, poi ho avuto un infortunio che mi ha costretto alla riabilitazione. In quel periodo ho capito che andavo piuttosto forte in bici, almeno a giudicare dai watt, così ho avuto un contatto con il team di sviluppo della Bora, e loro mi hanno aperto le porte del ciclismo. Mi è piaciuto subito, è stato molto divertente, anche se ho dovuto imparare tantissimo. Credo però di aver avuto una crescita molto rapida negli ultimi due anni e mezzo».

«Ricordo che l’anno scorso, tornando da Maiorca in aereo con Giulio Pellizzari, parlavamo proprio di questa corsa, e lui mi diceva quanto fosse incredibilmente impegnativa. Poi l’ho disputata per la prima volta e il meteo non è stato dalla mia parte: nella quarta tappa sono completamente crollato e ho dovuto ritirarmi. E ora sono qui, sempre alla quarta tappa, ma questa volta l’ho vinta. Questo fa capire quanto sia cambiato tutto in un anno. Per domani non posso svelare le nostre tattiche, visto che qui accanto c’è il leader, ma ovviamente – anche se Giulio mi è simpatico – spero che a dire l’ultima parola sia qualcuno della nostra squadra».