Remco Evenepoel ha vissuto un inizio di stagione altalenante, ma la grande prova al Giro delle Fiandre (terzo posto) ha riacceso il dibattito: non dovrebbe concentrarsi sulle Classiche, lasciando da parte le ambizioni da capitano nelle corse a tappe? A parlare è Sven Vanthorenhout, suo commissario tecnico ai tempi della nazionale e ora direttore sportivo alla Red Bull-Bora-hansgrohe.
«Per dirla chiaramente, io ho già sostenuto che Remco sia ancora capace di fare ottime cose nei Grandi Giri», spiega a Wielerflits. «Ma al momento il suo storico dice che nelle corse di un giorno è assolutamente uno dei migliori al mondo. E penso che questo diventerà ancora più evidente nei prossimi anni. È semplicemente un corridore che va forte dappertutto».
L’avvicinamento al Fiandre è nato guardando i compagni nelle Classiche di apertura. «Ha visto la squadra in azione alla Omloop e alla Kuurne, e quello ha fatto scattare la scintilla. Era una cosa che aveva in testa da tempo, ma quel momento ha sicuramente aiutato. Non era un segreto che Remco avesse le qualità per fare bene in una corsa come la Ronde».
Vanthorenhout sottolinea l’umiltà con cui Evenepoel si è inserito nel nucleo delle Classiche della Red Bull: «È lui a doversi inserire in un nucleo consolidato, non viceversa. Questo l’ha avuto chiaro fin da subito. Con o senza Remco, le fondamenta del gruppo delle Classiche rimanevano immutate. Lui si è comportato come uno dei componenti, non come uno che stesse un gradino sopra gli altri».
La Parigi-Roubaix non è mai stata sul suo programma, nonostante le voci dell’ultima ora. «Questa non è mai stata una possibilità. Il Fiandre era un’idea che girava da tempo, ma la Roubaix non l’avrebbe fatta qualsiasi fosse stato il risultato della Ronde. In squadra non se n’è mai parlato».













