
Chi segue le corse per elite e Under 23 è abituato a vedere Filippo D’Aiuto che attacca cercando di arrivare solitario al traguardo. Per chi non le segue, invece, sarà stata una grossa sorpresa vedere quello scatto sciagurato a otto chilometri da Massalengo dove è finita la 2ª tappa della Settimana Coppi e Bartali. E soprattutto vedere un ragazzo che corre nella Continental General Store Essegibi F.lli Curia beffare il gruppo dei professionisti.
«Il circuito con le salite non è stato affrontato a velocità troppo elevate. All’uscita c’era forte vento e nervosismo che ha causato una caduta dove sono rimasto coinvolto anche io – ci racconta D’Aiuto – Per fortuna ho solo appoggiato le mani a terra senza altre grosse conseguenze, ma sono rimasto attardato. Quando sono rientrato c’è stata un’altra caduta e in quel momento il gruppo ha aumentato il ritmo rendendomi impossibile ricongiungermi. Avrò fatto una decina di chilometri a inseguire, quando finalmente li ho raggiunti abbiamo recuperato la fuga e si è staccato un ventaglio formato dai corridori di classifica».
È in quel momento che Filippo D’Aiuto ha avuto l’intuizione di attaccare. «Una volta chiusa quest’azione il gruppo si è calmato perché eravamo andati “tutti a tutta”. Allora sono partito io, mancavano otto chilometri e ce l’ho fatta fino al traguardo».

Una vittoria del genere «era già nei miei piani», ci spiega. «Non avevo cerchiato in rosso esattamente la seconda tappa, perché in una corsa come la Settimana Coppi e Bartali si guarda come vogliono gestirsi le grandi squadre. Vedendo che il circuito non era stato per niente selettivo, ho visto una possibilità in un attacco nel finale. Sicuramente non volevo aspettare lo sprint, e così ho fatto».
Ha affrontato i primi tre anni da Under 23 con la General Essegibi F.lli Curia dove si è fatto un nome con le sue fughe, i suoi attacchi, i suoi piazzamenti (7° al Giro della Romagna con i professionisti e 2° in una tappa dell’Orlen Nations Grand Prix con la nazionale) e le sue vittorie (il Gp Capodarco nel 2024, la Coppa Messapica nel 2023). Per il quarto anno ha deciso di puntare a un ambiente più internazionale, come quello della messicana Petrolike. Da lì, però, ha fatto ritorno alla General Store proprio quest’anno.
«Cosa significa per la squadra questa vittoria dovete chiederlo a loro. Per me si può dire che sì, sono tornato il corridore che ero. Ogni anno si migliora un po’: il successo lo reputo il mio primo da professionista, il più importante e anche il più bello. Rappresenta i frutti del duro lavoro accumulato nelle ultime stagioni».
La Settimana Coppi e Bartali dalla terza tappa in poi ha quindi un nuovo leader della classifica generale. «Non era nei piani, ma avendo la maglia cercherò di difenderla il più possibile. Riuscire a tenerla sarebbe un sogno visto che la corsa finisce nel mio Friuli a un’ora da casa».














