Marco Villa è ottimista sulle possibilità di Filippo Ganna per la Milano-Sanremo: due secondi posti negli ultimi tre anni non possono essere un caso, ripensando specialmente a come sono maturati.
«Se dovessero arrivare nuovamente a ranghi ristretti, Filippo non ha nessuno da temere: nel 2023 si è levato di ruota Van Aert e Pogacar, l’anno scorso ha perso soltanto contro Van der Poel, e secondo me poteva anche giocarsela meglio».
Spiegati meglio.
«In una volata anomala come quella della Sanremo, magari di pochi corridori e dopo quasi trecento chilometri, non si possono lasciare metri di vantaggio a nessuno. L’anno scorso Van der Poel li aveva e ha vinto, ma se Ganna avesse cominciato lo sprint insieme all’olandese e a pari distanza dall’arrivo non so come sarebbe andata a finire».
Ma per arrivare a giocarsi il successo allo sprint, prima c’è da tenere l’attacco dei grossi calibri.
«Non possiamo conoscere adesso l’intensità esatta dell’attacco di Pogacar, che comunque prima o poi lancerà, ma stando ai dati raccolti alla Tirreno-Adriatico Ganna è in forma quanto basta per puntare alla vittoria. Ogni inverno mi dice: Marco, ho fatto registrare un nuovo record. Non c’è stato un anno in cui non l’abbia trovato più forte dell’anno prima».
D’inverno come ha lavorato?
«Grossomodo come sempre, aggiungendo otto giorni in più a Gran Canaria dopo l’Algarve. Ha lavorato sul fondo, potendo pedalare con serenità grazie al meteo clemente. Non era da solo: con lui c’erano anche Cioni e Baffi, e avevano un motore a disposizione. Ha fatto tutto quello che doveva e poteva per presentarsi in forma alle classiche».
La Tirreno era diversa rispetto al 2025, ma Filippo si è ugualmente messo in evidenza vincendo la cronometro inaugurale e provando la stoccata nell’ultimo chilometro della quarta tappa.
«Sul passo si è confermato tra i più forti, l’accelerazione nel finale di Martinsicuro l’ha provata anche per misurare la condizione. Non ha sbagliato il tempismo, è che chiamandosi Filippo Ganna ha sempre qualcuno sulla ruota pronto a seguirlo e annullarlo se necessario».
Credi che del Toro possa avere una certa libertà di manovra per scompaginare le carte?
«No, non credo. La Uae lavorerà per spianare la strada a Pogacar e favorire il suo scatto. Dove? Difficile dirlo, dipende anche dal vento che troveranno sulla Cipressa, se sarà favorevole o contrario».
Assente perché malato, invece, Jonathan Milan: secondo te la Sanremo è nelle sue corde?
«Sì, anche se l’andamento delle ultime edizioni non favorisce certo i velocisti. Jonathan è uno dei migliori al mondo nell’inseguimento individuale, sugli sforzi intensi di quattro o cinque minuti sa il fatto suo. E non dimentichiamoci dell’età: ogni anno che passa guadagna esperienza e rispetto a Van der Poel ha cinque anni e mezzo in meno. Se continua a migliorare e a riprovarci, prima o poi il suo giorno arriverà».














