Enrico Gasparotto è ormai direttore sportivo da diverse stagioni, ma da quest’anno ha cambiato ammiraglia, passando dalla Red Bull-Bora-hansgrohe alla Bahrain-Victorious.
«È già la quinta volta che affronto questa gara in macchina – racconta Gasparotto – e oggi mi sembra una buona giornata: non piove ma non è neanche troppo caldo come altri anni».
È stressante seguire una Strade Bianche dall’ammiraglia?
«C’è di peggio: il Fiandre e la Roubaix, per esempio, sono tutta un’altra categoria di stress».
Ti aspetti che la corsa esploda a Monte Sante Marie?
«Forse anche nel settore subito precedente, quello di San Martino in Grania».
Avete in squadra Mohoric e Bilbao, che qui hanno fatto bene in passato.
«Menzionerei anche Eulalio, a cui questa gara piace molto: è un bravo ragazzo, sta crescendo velocemente e ha un modo di correre molto simile a quello di Matej e Pello. Sono corridori intelligenti, che usano la testa».
Anticipare è una buona idea o rischia di essere controproducente?
«Dipende quando si anticipa: bisogna giocare bene le proprie carte».
Secondo te la UAE proverà a mandare del Toro all’attacco, come ha detto ieri Pogacar?
«Tadej non racconta mai bugie. Sarà interessante capire dove e come manderanno all’attacco del Toro, se sarà davvero così: onestamente sarei veramente felice se dovesse succedere, perché sarebbe una variazione rispetto agli ultimi due anni. Così potrebbero aprirsi nuovi scenari, nuove opportunità per altri corridori: questo potenzialmente può aiutare anche noi, anche se ovviamente rimanere con de Toro non è facile…».














