
Nel corso di un’intervista più ampia pubblicata sul numero di marzo di Bicisport ora in tutte le edicole d’Italia, Giuseppe Saronni ha voluto ribadire un pensiero che gli sta a cuore: rivedere il percorso della Milano-Sanremo, a suo dire troppo semplice per il livello dei corridori e dei materiali odierni.
«La Cipressa era una salita insidiosa ai miei tempi – ha spiegato Saronni – ma ormai sono passati quarant’anni e la varietà di rapporti a disposizione l’ha resa meno decisiva. Considerando che a marzo i corridori sono ancora freschi e che le medie orarie si sono vertiginosamente alzate, se io fossi negli organizzatori valuterei seriamente la possibilità di inserire una salita in più. Non da snaturare la Classicissima, ma soltanto per renderla più dinamica. D’altronde, certe novità fanno parte da sempre della storia di questa gara: il Poggio introdotto nel 1960, la Cipressa nel 1982, il tentativo fatto con le Manie poco meno di vent’anni fa. Io, ad esempio, nel 1983 avrei fatto fatica a staccare tutti sul Poggio se l’anno prima non avessero introdotto la Cipressa, fondamentale per affaticare i velocisti. So che i conservatori storceranno il naso, ma questa è la mia idea».
Da una parte chi vuole la Sanremo immutata, reputandola affascinante e imprevedibile proprio in virtù di un percorso non molto duro e di difficile interpretazione; dall’altra, invece, chi crede che qualche aggiornamento sia necessario per adattarsi ai cambiamenti portati dall’attuale generazione di fuoriclasse guidata da Pogacar e Van der Poel. Il dibattito è aperto.
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