Dopo anni di assenza, il ciclismo dilettantistico torna a pedalare nella storia. Domenica 29 marzo 2026, le strade della Valdelsa ospiteranno la 51ª edizione della Coppa Martiri di Montemaggio, gara ciclistica per la categoria Dilettanti, che ritorna nel calendario agonistico per mantenere vivo il sacrificio dei 19 Partigiani caduti sull’omonimo monte durante l’Eccidio del 28 marzo 1944.
Un appuntamento che unisce sport, memoria e Resistenza, proprio nell’anno in cui ricorre l’81° Anniversario della Liberazione d’Italia. La competizione, fortemente voluta dalle amministrazioni locali e dalle sezioni ANPI, rappresenta un ideale passaggio di testimone tra le generazioni: riportare sulle strade i corridori di oggi per non dimenticare i caduti di ieri.
La Coppa Martiri di Montemaggio non è una semplice gara ciclistica, ma un monumento vivente. Nell’immediato dopoguerra, i Partigiani sopravvissuti della Brigata Garibaldi “Spartaco Lavagnini” scelsero il ciclismo come simbolo per onorare i compagni caduti. Una disciplina di fatica, sudore e sacrificio, proprio come la lotta per la libertà dalla dittatura nazi-fascista. La prima edizione si tenne a Italia appena liberata, con partenza e arrivo proprio a San Gimignano.
Nel corso dei decenni, la competizione è diventata un trampolino di lancio per il ciclismo italiano, vedendo transitare giovani promesse che hanno poi scritto pagine epiche di questo sport, come Marco Pantani e Franco Ballerini.
Negli ultimi anni, il testimone della memoria era stato raccolto dal Gruppo Ciclistico Amatori San Gimignano, che aveva integrato la Coppa all’interno della Gran Fondo della Vernaccia, arrivando fino alla 49^ edizione.
Ora, per il 2026, si compie il passo decisivo: il ritorno alla formula originale. Grazie alla sinergia tra il GC Amatori San Gimignano, il Comune di San Gimignano e la locale sezione ANPI, la 51ª edizione sarà nuovamente una gara per Dilettanti.

A dare forza e prestigio all’evento, il patrocinio oneroso di tutti i Comuni che dettero i natali ai diciannove giovani uccisi dalla milizia fascista della Repubblica di Salò. Un fronte compatto che vede unite le amministrazioni di San Gimignano, Barberino Tavarnelle, Casole d’Elsa, Certaldo, Colle di Val d’Elsa, Gambassi Terme, Monteriggioni, Poggibonsi e Radicondoli.
“Questa corsa non è solo sport, è un atto di amore civile”, dichiarano i rappresentanti dei Comuni coinvolti. «Correre sulle nostre strae, 81 anni dopo la Liberazione, significa ribadire che i valori di libertà e democrazia per cui quei 19 ragazzi si immolarono sono più vivi che mai. Accogliere i giovani dilettanti al via è il modo migliore per proiettarli verso il futuro, senza dimenticare le nostre radici».











