Trofeo Palma, Marit: «Vittoria inaspettata, dovevo tirare la volata a Magagnotti»

Magagnotti terzo al Trofeo Palma. 1° il compagno Marit e 2° Max Kanter (Foto da X @ChallengeMca)
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Alessio Magagnotti, classe 2007, è appena diventato Under 23 con il vivaio della Red Bull-Bora-hansgrohe e ha debuttato nella stagione 2026 con il team World Tour al Trofeo Palma conquistando subito un terzo posto.

La corsa è stata vinta dal compagno di squadra Arne Marit mentre Max Kanter (XDS Astana Team) ha messo la sua ruota appena davanti a quella di Magagnotti. Il trentino, al suo primissimo confronto con i professionisti, si è piazzato meglio di corridori come Giovanni Lonardi (5°), Dylan Groenewegen (7°) e Amaury Capiot (13°).

Che Magagnotti fosse un ottimo velocista era chiaro già dai risultati ottenuti da juniores (nel 2025 ha ottenuto 14 vittorie), ma è il confronto con i professionisti quello che conta. E il riscontro è stato più che positivo, tenendo anche conto che – dalle dichiarazioni rilasciate dal compagno Marit – è risultato che la volata la dovesse fare proprio Alessio. La fiducia che la RedBull-Bora-hansgrohe ripone in lui è altissima.

La vittoria di Marit al Trofeo Palma con Magagnotti 3° (Photo Rafa Gomez/SprintCyclingAgency©2026)

«Non me lo aspettavo affatto perché stavo facendo da ultimo uomo e alla fine ho vinto», ha detto Arne Marit subito dopo il successo del Trofeo Palma a SpazioCiclismo. L’unico motivo per cui non sono riusciti a seguire il piano originario è perché una caduta nel finale ha spezzato il treno della RedBull-Bora-hansgrohe.

«Stavo cercando Magagnotti, ma poi all’ultima curva sono caduti dietro di me. Mi sono guardato indietro e ho visto che non c’era più nessuno di noi. Allora ho cambiato idea e mi sono detto che forse questa era la mia occasione visto che erano rimasti solo 20 corridori – ha spiegato Marit che poi è andato nei dettagli – Poi è tornato Donati, allora ho chiamato Magagnotti a gran voce e non l’ho sentito. A quel punto ho dato istruzioni a Donati, che ha fatto un ottimo lavoro fino a 800 metri dall’arrivo. A quel punto è arrivato un treno molto veloce, credo della UAE, e io mi sono agganciato. A 300 metri dall’arrivo ero in seconda posizione allora ho pensato: “Vado a tutta velocità e se Magagnotti è nella ruota è perfetto perché parto prima”. Alla fine ho vinto io e abbiamo fatto primo e terzo. Quindi penso che la festa sia stata completa, dopo tre vittorie nei giorni precedenti (con Evenepoel, ndr). Quattro vittorie su cinque gare è straordinario».

Poi, sulla sua personale esperienza, ha aggiunto: «È fantastico dopo anni senza vittorie. Devo dire che è una sensazione molto emozionante perché ci sono andato vicino tante volte, ma senza mai riuscire a vincere. Quest’anno ho davvero sentito di aver fatto un passo avanti e ora ho una bici fantastica che è anche super veloce».