
La Visma|Lease a Bike ha ufficialmente alzato il sipario sulla stagione 2026, annunciando i programmi dei suoi leader nel media day di oggi. La notizia principale, che era già nell’aria da diverse settimane, è l’attesissimo debutto di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia: il danese andrà a caccia della tripla corona e sarà senza dubbio il grande favorito per la corsa rosa.
Altre interessanti scelte di calendario, rivelate oggi, coinvolgono Wout Van Aert, Matteo Jorgenson e Matthew Brennan. Oltre a Vingegaard, saranno loro i leader di una squadra che vorrebbe riprendersi lo scettro di formazione migliore al mondo (detenuto adesso dalla UAE), ma deve fare i conti con qualche significativo addio rispetto alla passata stagione: Olav Kooij e Tiesj Benoot sono passati alla Decathlon, Cian Uijtdebroeks alla Movistar, soprattutto Simon Yates ha scelto improvvisamente di ritirarsi meno di una settimana fa. Entriamo ora nel dettaglio dei programmi dei grandi leader della formazione olandese.

Vingegaard al Giro per la tripla corona
Se ne discuteva da settimane, anzi addirittura da mesi: fin da quando ha vinto la Vuelta 2025, Vingegaard ha cominciato a parlare del sogno di vincere il Giro per completare la tripla corona, riuscita solo a sette corridori nella storia. Il danese si presenterà al via della prossima corsa rosa da grande favorito, vista anche l’assenza di Pogacar.
«Se non pensassi di poter battere Tadej, avrei corso il Giro prima del Tour», aveva spiegato il danese l’anno scorso. Dodici mesi dopo, la situazione è evidentemente cambiata. Vingegaard pensa di non poter mai più battere Pogacar al Tour? Assolutamente no: anzi, nelle dichiarazioni di oggi ha ribadito come la Grande Boucle rimanga l’obiettivo principale anche in questa stagione. Semplicemente, visto l’esito degli ultimi due Tour, Jonas ha probabilmente valutato che preparare per mesi un unico appuntamento rischiando un’altra sonora sconfitta potesse non essere la soluzione migliore.
Come nel 2025, dunque, Vingegaard correrà due grandi giri, uno con al via anche Pogacar e l’altro senza il grande rivale. Prima della doppietta, il danese affronterà solo due corse a tappe: l’UAE Tour, dove troverà del Toro e forse anche Evenepoel, e la Volta a Catalunya, che sarà invece teatro dell’unico scontro con Almeida prima della corsa rosa. È evidente la volontà di Jonas di scoprire nuove gare: il Catalunya, come il Giro, non lo ha mai corso prima, mentre all’UAE Tour ha partecipato solo nel 2021, vincendo una tappa.

Sono già stati scelti, inoltre, i corridori che accompagneranno il danese nella doppietta. Victor Campenaerts e Sepp Kuss, come Jonas, correranno sia il Giro che il Tour. Alla corsa rosa vedremo poi Wilco Kelderman, il nuovo arrivato Davide Piganzoli, Edoardo Affini, Bart Lemmen e Timo Kielich; alla Grande Boucle, invece, ci saranno Matteo Jorgenson, Christophe Laporte, Wout Van Aert, Bruno Armirail e probabilmente Ben Tulett.
È ancora da definire, infine, il programma di Vingegaard dopo il Tour de France: non è escluso che il danese, se la doppietta dovesse risultare particolarmente stancante, decida di concludere la sua stagione con la Grande Boucle. Il mondiale canadese ha un percorso che potrebbe essere adatto alle sue caratteristiche, ma Jonas ha sempre faticato nelle corse di un giorno e sicuramente vorrà evitare di presentarsi al via se non ha la condizione per ottenere un buon risultato (come capitato agli ultimi europei).
Le classiche: Van Aert tra Italia e pavé, per le Ardenne c’è Jorgenson
Oltre a Vingegaard, l’altro uomo copertina della Visma è indubbiamente Wout Van Aert, pilastro della formazione olandese da ben otto stagioni. Anche il belga ha annunciato oggi il suo calendario: la prima novità che balza all’occhio è il ritorno alle corse italiane di marzo, saltate negli ultimi due anni in favore di un training camp per il Nord. Alla Strade Bianche, in particolare, Wout manca dal 2021: all’ultimo Giro d’Italia, però, ha vinto una splendida tappa proprio sugli sterrati senesi. La Tirreno-Adriatico servirà soprattutto per mettere chilometri nelle gambe in vista della prima monumento dell’anno: la Milano-Sanremo. In via Roma il belga ha vinto nel 2020, ed è stato terzo nel 2021 e nel 2023: riuscirà a seguire il probabilissimo attacco di Pogacar sulla Cipressa?
Nel programma di Van Aert, ovviamente, c’è anche tanto Nord, a partire dal Giro delle Fiandre e dalla Parigi-Roubaix, le due gare che Wout ogni anno mette in cima alla lista dei desideri, ma che finora gli sono sempre sfuggite. Certa anche la partecipazione alla Omloop Het Nieuwsblad, molto probabile quella alla E3 Saxo Classic, possibili anche la Kuurne-Bruxelles-Kuurne e la Dwars door Vlaanderen.

Per le classiche del Nord, e anche per la Sanremo, la Visma potrà contare su altre due pedine molto importanti come Christophe Laporte e Matthew Brennan. Il francese, dopo un 2025 rovinato dal citomegalovirus, vuole tornare il corridore capace di vincere una Gand-Wevelgem, una Dwars door Vlaanderen e un campionato europeo. Il britannico, invece, è insieme a Paul Magnier uno dei più promettenti giovani emergenti per le classiche, e lo vedremo insieme a Van Aert in quasi tutti i grandi appuntamenti, tra cui Sanremo, Fiandre e Roubaix.
Sulle pietre, invece, non ci sarà Matteo Jorgenson: l’americano, spesso protagonista al Fiandre negli ultimi anni e vincitore della Dwars door Vlaanderen 2024, ha optato per un drastico cambio di programma, puntando invece sulle classiche delle Ardenne. La scelta è dettata probabilmente da logiche di squadra: senza più Tiesj Benoot, la Visma aveva bisogno di un nuovo capitano per queste corse, e il versatile americano può rappresentare l’uomo giusto. Jorgenson, inoltre, tornerà dopo ben sei anni alle gare italiane di marzo (Strade Bianche, Tirreno e Sanremo), saltando invece per la prima volta dal 2020 la Parigi-Nizza, di cui ha vinto le ultime due edizioni.

Una Vuelta senza leader e il “buco” lasciato da Yates
Per la Vuelta, infine, la Visma sarà priva di un leader per la generale, anche se Ben Tulett e Jørgen Nordhagen non escludono la possibilità di rimanere nelle parti alte della classifica se la condizione lo permetterà. Le due grandi stelle della formazione olandese in Spagna saranno Van Aert e Brennan, corridori con caratteristiche simili che dovranno dunque in qualche modo “dividersi” la leadership negli arrivi allo sprint e nelle tappe vallonate.
La Vuelta non sarà l’unica corsa a tappe in cui la Visma si presenterà senza un uomo di classifica: anche alla Parigi-Nizza, al Giro dei Paesi Baschi, al Giro di Romandia e al Tour Auvergne–Rhône-Alpes (ex Giro del Delfinato) non ci sarà un leader vero e proprio. È evidente, in questo senso, il “buco” lasciato dall’addio improvviso di Simon Yates, che molto probabilmente nei piani della squadra doveva essere il capitano in molti di questi appuntamenti.
Il britannico mancherà, così come mancheranno i già citati Benoot, Kooij e Uijtdebroeks. Come è emerso da questo quadro sul 2026, comunque, la Visma ha diversi assi nella manica. Ci sono i nuovi arrivi, tra cui Filippo Fiorelli, Pietro Mattio e Davide Piganzoli. Ci sono i giovani emergenti come i già citati Brennan e Nordhagen. C’è un Tulett in crescita, ci sono uomini sempre affidabili come Campenaerts, Kuss e Laporte, e c’è un corridore come Jorgenson che forse deve ancora del tutto scoprire i propri limiti. E poi ci sono i grandi leader, Van Aert e Vingegaard, più che mai ambiziosi: uno vuole vincere tre classiche monumento, l’altro due grandi giri. La buona riuscita del 2026 della Visma dipenderà soprattutto da loro.











