Gaudu: «Nel 2025 ho toccato il fondo, in Francia sono pronti ad attaccarti al minimo errore»

Tour of Oman
David Gaudu vince la terza tappa del Tour of Oman (foto: A.S.O./Oman Cycling Association/Pauline Ballet)
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Un’annata da dimenticare, ma da cui ripartire con nuove consapevolezze. David Gaudu ha tracciato un bilancio disarmante della sua stagione 2025, definendola «la più dura della mia carriera, una vera ordalia». Dopo un promettente esordio in Oman, il francese della Groupama-FDJ United ha vissuto una spirale negativa: un Giro d’Italia anonimo, la rinuncia al Tour de France e una Vuelta a España a singhiozzo, illuminata solo da una vittoria di tappa a sorpresa e da tre giorni in maglia rossa.

«Ho toccato davvero il fondo – ha confessato a L’ÉquipeMi chiedevo cosa stesse succedendo, come fosse possibile passare da picchi così alti a momenti così bassi. Anche la squadra faceva fatica a capire e io facevo fatica a fidarmi di loro».

La reazione del team non si è fatta attendere. Per la nuova stagione, è stato imposto un cambio di allenatore: allo storico coach David Han – figura quasi paterna per Gaudu dal suo esordio tra i pro – subentra l’italiano Luca Festa, proveniente dalla Cofidis.

«Non è facile, ma entrambi abbiamo capito che la decisione del team non ha cambiato il nostro rapporto», ha spiegato Gaudu. Il nuovo approccio è già tangibile: «Ora faccio allenamenti più lunghi ma meno veloci. Penso sia una buona scelta. Voglio tornare alla mia condizione migliore e trovare la costanza che cerco dal 2021».

Con uno sguardo al futuro, Gaudu vuole riconquistare il suo ruolo e aiutare la squadra in un anno cruciale, quello del riazzeramento dei punti UCI. Non senza una stoccata finale verso un ambiente mediatico che, a suo dire, «mi ha attaccato troppo duramente. In Francia, molte persone sono pronte a tirarti giù quando sei a fondo perché sono gelosi di quanto avevi successo».