A 21 anni, Paul Magnier ha già i numeri di un predestinato. Lo sprinter francese della Soudal Quick-Step, al suo secondo anno da professionista, ha ripercorso in un’intervista esclusiva al podcast del team The Wolfpack Howls un 2025 “magico“, guardando al 2026 con la fame di chi non si accontenta.
«Dopo 5 vittorie nell’anno d’esordio, ero motivato a farne di più e tutto è andato liscio», ha raccontato il classe 2004. «L’ultima parte della stagione è stata incredibile. Non mi sentivo imbattibile, ma forte, e il sostegno della squadra mi ha dato una marcia in più. Per me è molto importante essere ancora un ragazzo. Godersi la vita e divertirsi in bici è la cosa più importante, i risultati poi arrivano. Quando stai bene nella testa e con la squadra, succede».
Sul suo ruolo nel team è chiaro. «Non sono ancora un leader della squadra, forse tra qualche anno. Ma essere leader in molte gare mi piace, e mi piace il sostegno che ricevo, nei momenti buoni e in quelli meno buoni». Per il futuro, l’obiettivo è «continuare a migliorare, fare passi avanti nelle classiche, essere al top nei momenti cruciali e… vincere molte gare».
A guidarlo c’è un mentore d’eccezione: Tim Merlier. «Guardo molto a lui. Ha esperienza, ha vinto di tutto. Abbiamo uno spunto finale simile. Può darmi consigli su tutto: preparazione mentale, fisica… Alcuni vedono la competizione come negativa, per noi è sostegno. Mi piacerebbe una stagione con 15 vittorie ciascuno nel 2026 e lottare per la sedicesima».












