Il progetto di una montagna artificiale per i Campionati del Mondo di ciclismo del 2028 ad Abu Dhabi continua a sollevare polemiche. Dopo le preoccupazioni espresse dal velocista belga Tim Merlier, ora anche Marc Madiot, storico manager della Groupama-FDJ, attacca duramente l’iniziativa.
Intervenuto su RMC, Madiot ha definito la situazione “drammatica” per il ciclismo e per lo sport in generale: «Non sono un ayatollah dell’ecologia, ma ci sono delle regole di base e norme elementari da rispettare. Che ci sia un campionato del mondo lì, perché no. Ma se si arriva a questo tipo di situazione, significa che si può fare tutto e qualsiasi cosa».
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo Marca, la collina in costruzione dovrebbe raggiungere i 3800 metri di lunghezza, con una pendenza media del 6.5% e punte del 13%, una caratteristica che, insieme ad altre salite in progetto, rischierebbe di escludere definitivamente i velocisti dalla lotta per la maglia iridata, vantando invece corridori come Tadej Pogacar.
«Ci troviamo in una fase di svolta rispetto a ciò che lo sport deve essere o può ancora essere – ha proseguito Madiot – Penso che la Federazione Internazionale e il suo presidente debbano riprendere il controllo. È l’UCI che assegna i Mondiali sulla base di un capitolato d’oneri. Non oso immaginare che l’UCI accetti la creazione di una montagna artificiale con il pretesto di rendere la gara più difficile, o addirittura di avvantaggiare un corridore».












