Rggiungiamo al telefono Roberto Amadio poche ore dopo l’ufficializzazione della sua nomina a commissario tecnico della nazionale italiana: è tanta, come è ovvio che sia, l’emozione dell’ex direttore sportivo della Liquigas, che negli ultimi anni era stato team manager della nazionale. «Sono onorato della scelta del Presidente, del Segretario e del consiglio federale» spiega il veneto, classe 1963. «Darò il massimo per portare la nazionale italiana più in alto possibile. Cercherò di prendere qualcosa da tutti coloro che mi hanno preceduto. Con Bennati e Villa, negli ultimi anni, mi sono sempre confrontato, prima di prendere ogni scelta: c’è solo da lavorare per dare continuità al loro lavoro».
Amadio torna dunque in ammiraglia dopo la sua esperienza da direttore sportivo, risalente ormai a qualche anno fa: «Devo ammettere che il ciclismo è cambiato nell’ultimo periodo, e non poco, con l’inserimento di nuove figure professionali e squadre di livello sempre più alto. Mi dovrò un po’ aggiornare, ma per questo sono sicuro di poter contare sull’aiuto del nuovo team manager Viviani: Elia ha vissuto questo ultimo periodo con squadre importanti, potrà dare una grossa mano a me e a tutti i commissari tecnici».
Proprio l’olimpionico di Rio 2016 va a prendere il posto di Amadio come team manager: «La transizione da atleta a membro di uno staff non è mai facile, ma come Federazione supporteremo Elia perché si inserisca al meglio. È sempre stato un professionista straordinario, maniacale nel lavoro: con questo atteggiamento, sono sicuro che sarà un bravissimo team manager». Marco Villa, invece, si concentrerà sulle cronometro e sulla pista: «Sono due specialità in cui possiamo contare su atleti di grande valore, ed è giusto che Marco possa concentrarsi a pieno su questo, soprattutto con Los Angeles 2028 come obiettivo, come ha detto il Presidente. È stato un passaggio naturale».
Il nuovo cittì, chiaramente, si muove anche nel solco di figure importantissime per la storia della nostra nazionale: «Sarà importante non perdere l’identità della nazionale italiana, portata avanti soprattutto da Martini e da Ballerini. Non sono assolutamente degno di essere paragonato ad Alfredo e Franco, ma spero di avvicinarmi a quello che hanno fatto per tutto il movimento, e di portare a casa risultati importanti. La nazionale italiana è sempre stata un faro, in tutte le prove: è importante portare avanti questo tipo di filosofia».
«Sono pronto – conclude Amadio – e curioso di confrontarmi con i ragazzi, di capire un po’ come ragionano adesso: voglio creare in fretta quella sintonia necessaria per formare un gruppo di atleti importanti per i mondiali e gli europei».












