
La cronosquadre della quinta tappa alla Vuelta di Spagna ha dato il suo verdetto: ad indossare la maglia rossa è (di nuovo) Jonas Vingegaard. Ma che ne è degli italiani? Ecco un punto sui nostri azzurri.
Antonio Tiberi, che alla vigilia era il faro azzurro per la classifica generale, si accingerà alla prima tappa di vera montagna (la sesta) con 58” da recuperare su Jonas Vingegaard. Quali sono le sue chance di abbassare questo divario già così ampio? Il danese in maglia rossa lo lascerà libero di prendere almeno qualche metro di vantaggio verso i finali e sgranocchiare secondi con gli abbuoni?
Giulio Pellizzari lo ritroviamo undici posizioni più in alto rispetto a ieri. Con la prova a cronometro disputata dalla RedBull Bora-hansgrohe, il corridore di Camerino ha fatto un bel balzo in avanti e ora ha solo 20” di ritardo da Vingegaard. Proprio come il suo compagno Jai Hindley. La buona notizia? È secondo nella classifica giovani. La brutta? Davanti ha Ayuso.
Giulio Ciccone è l’italiano meglio posizionato in classifica generale dopo cinque tappe dal via di Venaria Reale. A questo punto della corsa, in Francia e quasi ad Andorra, l’abruzzese si trova in quinta posizione a 9” dalla maglia rossa.
Alessandro Verre rimane a 8 punti nella classifica scalatori e in un solo giorno viene scavalcato sia da Joel Nicolau che da Sean Quinn, andati in fuga nella tappa di Susa. Il bel completo bianco con i pois azzurri non è più suo.
Giovanni Aleotti è il corridore che ha fatto il balzo più grande in classifica generale con la cronosquadre: 18 posizioni. Non è sicuramente un corridore da classifica nei grandi Giri (ha vinto però il Giro di Slovenia nel 2024), ma per Aleotti potrebbe esserci qualche giornata di liberà più avanti.
Filippo Ganna nelle cronometro a squadre non riesce ad esprimersi come in quelle individuali. Deve accontentarsi di un quinto posto e nel mirino c’è già la tappa numero 18 di Villadolid… non prima del temutissimo Angliru.













