Dopo la vittoria a sorpresa nella Classica di Amburgo, Rory Townsend è comprensibilmente al settimo cielo. L’irlandese della Q36.5,, che in carriera prima di oggi aveva vinto solo cinque corse (nessuna di livello World Tour), era andato in fuga fin dai primi chilometri con l’obiettivo di resistere il più possibile, ma alla vittoria non pensava proprio.
«C’era il potenziale per portare via una grande fuga – ha detto Townsend nell’intervista dopo l’arrivo – ma alla fine eravamo solo in quattro. Il mio obiettivo, banalmente, era arrivare alla penultima salita prima di essere ripreso. Ma siamo andati avanti e avanti. Sapevo che da dietro stavano arrivando, li sentivo vicini, ma con il passare del tempo ero sempre più fiducioso di poter battere i miei due compagni di fuga. Dopo una giornata lunga come quella di oggi, di solito, il mio sprint è molto buono. Sono partito a 400 metri dal traguardo e ho semplicemente cercato di resistere».
«Probabilmente avete visto tutti la mia faccia sulla linea d’arrivo: ero incredulo. Non pensavo che sarei mai riuscito a vincere una corsa World Tour, e farlo con la maglia di campione nazionale è ancora più speciale. Sono ancora sotto shock. Giornate come questa sono quello che mi hanno spinto a diventare un ciclista. Mi piaceva Steve Cummings, che spesso faceva numeri del genere: riuscirci io è qualcosa dio incredibile».













