Scorrendo l’ordine d’arrivo della seconda tappa del Tour de Pologne, il primo degli italiani lo troviamo molto presto. Antonio Tiberi è arrivato quarto dietro Lapeira, Vacek e Langellotti. Grazie al contributo nel finale di Pello Bilbao e Jack Haig, Tiberi ha avuto l’occasione di superarne tanti altri balzando già in quinta posizione nella classifica generale provvisoria a 12” da Lapeira.
Per Antonio Tiberi, che è tornato alle corse con la Clasica San Sebastian, è stato il primo test sulle salite dopo il periodo di stop. Le sensazioni, a giudicare dal risultato, sono sembrate più che buone e lui non ha potuto che confermare.
«Credo di poter essere contento, le sensazioni erano buone – ci ha detto dopo l’arrivo – Non ero sicuro di come sarebbe potuto andare questo finale, visto che i muscoli sono ancora affaticati dalla Clasica San Sebastian dove negli ultimi 20 chilometri ho avuto un po’ di crampi. Durante tutto il giorno ho subito notato che riuscivo a tenere bene il ritmo gara e che ero in grado di recuperare in fretta, così sull’ultima salita ho dato tutto fino all’arrivo».
Nella tappa che aveva 2.200 metri di dislivello, la velocità media è stata decisamente alta: 42,7 chilometri orari per 150 chilometri. L’andatura è aumentata soprattutto negli ultimi dieci chilometri, quando il gruppo principale aveva ancora circa un minuto e mezzo di ritardo da Max Walker che è stato quasi tutto il giorno in fuga.
«In quel momento io ero in mezzo al gruppo che cercavo un passaggio per ritrovare i miei compagni e andare insieme in testa al gruppo, ma era impossibile – continua Tiberi – Le strade mi sono sembrate abbastanza pericolose e la paura è tanta sapendo di dover affrontare una Vuelta di Spagna. La maggior parte delle strade sono larghe, ma anche dove l’asfalto è più bello si possono trovare crepe o buche insidiose. La cosa più stressante è dover stare attento ogni secondo. Ma non vorrei prendere troppi rischi e forse questo un po’ mi penalizza, preferisco comunque evitare situazioni poco belle».














