Tour de France, la Visma ammette: «Pogacar migliore, ma siamo orgogliosi di Vingegaard»

Il duello che è mancato in questo Tour de France 2025 (@LeTour)
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Con la tappa di oggi accorciata, senza Col de Saisies, diventa praticamente una missione impossibile per la Visma ribaltare questo Tour de France. Quasi sicuramente anche con il tracciato integrale, nulla sarebbe cambiato. Troppo più forte Tadej Pogacar su tutti i terreni, ad ammetterlo sono gli stessi Frans Maassen e Grischa Niermann, diesse del team neerlandese. Con entrambi abbiamo scambiato due parole alla partenza. “Ci abbiamo provato, abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre capacità. Pogacar non ha perso un centimetro e quando ti confronti con un fuoriclasse del genere, c’è poco da recriminare. Abbiamo sbagliato qualcosa? Forse si, ma difficilmente avremmo potuto vincere questo Tour. Tadej è semplicemente superiore”.

È una resa?
“No, quella mai, perché oggi bisogna correre la tappa, ma è chiaro che anche senza il Saisies diventa ancora più complicato. In un Tour tutto può succedere. Sarebbe bello vincere una tappa proprio con Jonas, al di là del secondo posto meriterebbe un successo. Abbiamo lavorato tanto per essere qui e sarebbe una grande soddisfazione. Non vi diremo, però, qual è la nostra strategia”.

Tornando a ieri. Cosa non ha funzionato con Jorgenson? E con il ritmo di Yates?
“Siamo stati bravissimi a isolare Pogacar e a mandare Matteo in avanscoperta. Jonas ha attaccato come da piano iniziale e ha ritrovato il suo compagno per strada. L’idea era di riprovare la stessa cosa sul Col de la Loze, ma probabilmente sono mancate un po’ di gambe. È normale dopo una tappa del genere”.

Pare di capire che non siete delusi, è così?
“Direi proprio di no, come si fa ad essere delusi con il Tour che ha fatto Vingegaard? Con la vittoria di tappa di Yates, la generosità di Kuss? Ci riproveremo in futuro. Adesso Pogacar ci è davanti, ma è davanti a tutti su ogni terreno. Vince le classiche, vince sul pavé, vince i grandi Giri. Piuttosto siamo orgogliosi di lottare contro un fenomeno del genere e giocarcela quasi alla pari”.