Giro d’Italia Women, Longo Borghini piange di gioia: «Ogni tanto bisogna rischiare»

Elisa Longo Borghini ha vinto il Giro Women nel 2025 (Foto: LaPresse)
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Alla partenza rideva, scherzava, sembrava che non ci fosse neanche una tappa regina da correre. Al traguardo, nel meraviglioso deserto del Monte Nerone, Elisa Longo Borghini prima ha chiesto conferma («ho preso la maglia?») e una volta sicura di essere la nuova leader del Giro si è lasciata andare a un pianto a dirotto.

«Devo ringraziare la mia squadra oggi e tutta la settimana. Abbiamo costruito questo Giro insieme, abbiamo condiviso i momenti buoni e quelli cattivi. È stato un processo, dedico questa maglia alle mie compagne. Dobbiamo però rimanere con i piedi per terra, domani c’è un’altra tappa. Un altro ringraziamento di cuore va a Paolo Slongo, il mio allenatore, e a mio marito Jacopo. Io e Silvia eravamo in controllo, abbiamo accelerato, abbiamo aperto un piccolo margine e a quel punto le ho detto: vai, vediamo come reagisce il gruppo. Abbiamo iniziato la salita con 20″, e il vantaggio è cresciuto sempre di più. Ho mantenuto il mio ritmo dall’inizio alla fine, ho pagato gli ultimi tre chilometri. Ogni tanto bisogna rischiare, così abbiamo fatto».

Ha avuto il coraggio di attaccare da lontano, a 15 km dall’arrivo, prima in discesa e poi sulla salita finale. Quando ha visto la sua rivale Reusser in difficoltà, Elisa è partita. Ha fatto tutta la salita da sola, al traguardo è arrivata seconda a 45” dall’australiana Sarah Gigante, terza la canadese Holmgren a 1’14” e quarta proprio Reusser ma a 1’17”. 

Ora Elisa ha 22” sull’ex maglia rosa quando manca soltanto l’ultima tappa, quella di Imola, dichiaratamente la sua preferita. «Difendere la maglia rosa? Perché non attaccare? A me piace correre davanti, non bisogna mai sottovalutare l’importanza dei risultati. Non bisogna dare peso solo alle vittorie, io ne do tantissimo anche ai piazzamenti che sono sinonimo di consistenza, di continuità. Ecco perché mi piace stare davanti». Una tappa, l’ultima, che si snoda interamente in Romagna, tra Forlì e l’autodromo del Santerno, e ricalca il percorso del Mondiale 2020. Dopo Brisighella e il Monticino, ecco il circuito iridato con Mazzolano (3 volte) e Gallisterna (4 volte), e il traguardo dentro la pista.

Cinque anni fa, ai Mondiali di Imola, Longo Borghini prese la medaglia di bronzo dietro alle olandesi Anna van der Breggen e Annemiek van Vleuten. Manca soltanto una tappa tra Elisa e il secondo successo consecutivo al Giro. A 33 anni, con la nuova maglia della Uae-Adq, aggiorna la sua collezione: Longo Borghini ha vinto due Giri delle Fiandre nel 2015 e 2024, la Parigi-Roubaix 2022, la Strade Bianche 2017, due volte il Trofeo Binda 2013 e 2021, due Freccia del Brabante 2024 e 2025. Ai Giochi Olimpici è stata medaglia di bronzo a Rio 2016 e a Tokyo 2020; al Mondiale, ancora tre medaglie di bronzo: nel 2012, nel 2020 a Imola e nel 2024.