Tour de France: Philipsen-Van der Poel, l’assicurazione sulla vita dell’Alpecin

Philipsen ha vinto la prima tappa, van der Poel la seconda del Tour de France 2025 (Photo credits a.s.o./charly lopez)
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Dominio, egemonia, strapotere. Non c’è altro modo di definire la doppietta messa a segno dall’Alpecin-Deceuninck al Tour de France, appena iniziato e già saldamente in mano alla corazzata dei fratelli Roodhooft. Prima la volata senza concorrenza di Jasper Philipsen, poi la fiammata letale di Mathieu van der Poel. E siamo solo all’inizio: le tappe che i corridori in grigio possono mettere nel mirino sono ancora tante.

«Puntiamo su Jasper negli sprint di gruppo, dove ha già dimostrato il suo valore negli ultimi anni. Nelle tappe più movimentate possiamo giocarcela entrambi, a seconda di come ci sentiamo. Voglio ancora aiutare Jasper a vincere le tappe. Con Kaden (Groves, ndr) abbiamo un altro corridore che può essere utile nel treno, il che è particolarmente utile al Tour de France, quando hai bisogno di tutti gli uomini che hai per portare il velocista allo sprint nella migliore posizione possibile. Le opportunità non mancheranno nella prima settimana, ma ci sono anche molti corridori con obiettivi diversi, quindi sarà una settimana frenetica. È comunque una settimana di apertura interessante, con molte possibilità per noi» aveva dichiarato van der Poel alla vigilia della Grande Boucle. Preciso preciso.

Voleva la prima maglia gialla e se l’è presa con una cattiveria (non solo agonistica, ma adesso ci arriviamo) senza rivali: c’era uno spazio vuoto della misura di almeno due biciclette a separare lui e Bini Girmay al traguardo. Obiettivo raggiunto per Jasper “Disaster”, a cui questo soprannome non va giù, ma che ha dimostrato ancora di meritare, dopo certe scene viste nel primo giorno di corsa. Mancano circa 98 km e Philipsen esce dalla carreggiata, prende una scorciatoia sul lato della strada e sorpassa gli avversari per riaccodarsi al treno dei propri compagni; poi, allo sprint intermedio, alza la mano e spinge l’avversario della Cofidis alla sua sinistra. Entrambe mosse da cartellino giallo, regolamento UCI alla mano, che però vengono ignorate dalla giuria dopo l’eclatante trionfo. Il lupo perde il pelo…

… ma non la maglia gialla. O meglio, la perde, ma resta in famiglia. La vittoria di Vedepè non ha niente di scorretto né tantomeno di sindacabile. Anzi. Quando si tratta di lasciarsi tutti alle spalle su strappi esplosivi, non c’è storia. In questo senso anche la settima tappa, quella con arrivo sul Mûr-de-Bretagne, sembra già marchiata col suo nome, e strappargliela sarà dura. Nella cornice della tanto attesa battaglia tra UAE Emirates e Visma-Lease a Bike, dunque, c’è una terza incomoda che, pur non interessandosi alla classifica generale, sarà comunque la rivale da battere in parecchie frazioni, spinta dalla voglia di riscattarsi.

L’avvicinamento al Tour infatti non è stato esattamente uno dei migliori. Giunta alla sua terza stagione da team World Tour, l’Alpecin sta vivendo l’anno peggiore in termini di numero di vittorie. Certo, Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix hanno un peso specifico notevole, ma atteniamoci ai freddi calcoli: i successi conquistati nel 2025 prima della Boucle sono 10, contro i 14 dello stesso periodo del 2024 e i diciassette del 2023, l’anno del Mondiale di Mathieu e della maglia verde di Jasper. E considerando che i Roodhooft sono ancora alla ricerca di un nuovo main sponsor dopo il passo indietro annunciato da Deceuninck a inizio marzo, l’assenza di risultati nelle prossime tre settimane non sarebbe certo un gran biglietto da visita per la formazione belga.

Ma, a giudicare da come hanno approcciato e cominciato il Tour de France 2025, pare che questa preoccupazione abbandonerà presto la soglia di casa Alpecin.