
Come già s’immaginava (e si chiedeva) nei mesi scorsi, in particolar modo dopo la decisione di escludere gli Under 23 professionisti sia dai mondiali che dagli europei di categoria, ai giovani che fanno parte del mondo dei grandi (Professional comprese) non sarà più permesso partecipare alle prove di Nations’ Cup. Che secondo il calendario attuale sono tre: Orlen Nations Grand Prix, Course de la Paix e soprattutto Tour de l’Avenir, che intanto continua a respingere come può gli assalti di chi lo vorrebbe aperto alle squadre di club e non più alle nazionali. La norma, tuttavia, dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2026, lasciando sostanzialmente inalterati i programmi di questa stagione.
Una scelta tutto sommato condivisibile, che s’inserisce nel solco degli ultimi provvedimenti presi. Dopo anni di promiscuità, la categoria degli Under 23 ha finito per contemplare atleti troppo distanti tra loro per pensare di farli affrontare nelle stesse competizioni. Cos’hanno a che vedere un professionista di una World Tour e un coetaneo che milita in una formazione di stampo regionale? Niente, ovviamente, ma all’Avenir può capitare di vederli contro. Era giusto intervenire, insomma, e ancor più giusto sarebbe continuare in quest’opera di bonifica.
Due dei favoriti per la maglia rosa del Giro Next Gen, ad esempio, sono due professionisti fatti e finiti: Albert Withen Philipsen e Jorgen Nordhagen. Entrambi registrati nelle rispettive prime squadre (Lidl-Trek il primo, Visma|Lease a Bike il secondo), quest’anno non hanno sostanzialmente mai corso tra gli Under 23: letteralmente mai Nordhagen e una volta sola Philipsen, vincendo la Parigi-Roubaix Espoirs. Poco importa che siano giovanissimi, appena diciott’anni il danese e venti il norvegese. Ha diciott’anni anche Paul Seixas, francese della Decathlon che avrebbe dovuto prendere parte al Giro Next Gen e che invece è stato dirottato al Delfinato. Con ottimi risultati, peraltro, come il decimo posto nella cronometro a 1’11” da Evenepoel. Perché ci si ostina a far correre i professionisti (i più talentuosi della loro generazione come aggravante) con chi professionista non è?













