Giro d’Italia, Villa: «Tiberi può solo migliorare, Ciccone a Siena poteva vincere»

Villa
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Il Giro d’Italia riparte dopo il secondo giorno di riposo e al via della cronometro Lucca-Pisa c’è anche Marco Villa, il commissario tecnico della nazionale italiana cautamente soddisfatto della prima metà di corsa dei suoi azzurri.

Marco, partiamo da Tiberi: è terzo in classifica.

«Come al solito corre bene, tenendosi lontano dai problemi e facendosi trovate in testa quando conta. Ha al suo fianco una pedina insostituibile, Damiano Caruso, che gli darà senza dubbio i consigli giusti».

Pensando alla seconda metà di gara, si può dire che migliorerà ancora?

«Credo proprio di sì, è arrivato al Giro senza gare nelle gambe ed è evidente che più passano i giorni e più crescono fiducia e condizione. È un eccellente regolarista e si è allenato bene ad aprile, lotterà per un piazzamento prestigioso».

È ciò che ci si augura anche per Ciccone, che tuttavia oggi dovrà difendersi.

«Quasi 29 chilometri non sono pochi, però non mi stupirei se i valori si fossero già livellati e Giulio riuscisse a contenere il distacco dai diretti avversari. È giusto che dia il massimo pensando alla classifica».

Ma allora perché nel finale della tappa di Siena si è mosso Vacek, invece di rimanere al fianco dell’abruzzese?

«È quello che abbiamo pensato in molti, ma non sta a me giudicare le tattiche decise dalla Lidl-Trek. Però peccato per Ciccone perché a Siena avrebbe potuto vincere, considerando la brillantezza mostrata nel finale».

Pellizzari, invece, continua a rivelarsi fondamentale per Roglic.

«È stato lo sloveno a volerlo, colpito dalla grande prestazione al Catalunya. Giulio è al Giro perché se l’è meritato, non perché si è creata una fortunata opportunità. È lui, adesso, l’uomo fidato di Roglic».

Può vincere una tappa nella terza settimana?

«Glielo auguro, ma la priorità della Red Bull è vincere il Giro con Roglic ed è bene che Pellizzari stia accanto il più possibile al suo capitano. In fondo è qui per questo, no?».