Borgo: «Ho vinto la Gand-Wevelgem degli Under 23 grazie alle esperienze fatte con i professionisti»

Alessandro Borgo, vincitore della Gand-Wevelgem 2025 (Credits Gand-Wevelgem/Kattekoers-Ieper)
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Dopo il quinto posto dello scorso anno, che già era un ottimo risultato alla prima annata tra gli Under 23, Alessandro Borgo è riuscito a migliorarsi ancora di più. Alla Gand-Wevelgem ha spiazzato la concorrenza, ottenendo così la vittoria stagionale che ancora gli mancava.

Alessandro, ci racconti la corsa?

«In prima battuta è andata via una fuga, ma la gara è entrata nel vivo quando siamo arrivati al circuito con il Kemmelberg. A cinquanta chilometri dall’arrivo sono cambiate le carte: sono partiti in sette e hanno formato un gruppetto di battistrada, poco dopo ho colto l’attimo e li ho raggiunti. Non c’era molta collaborazione, infatti quando siamo arrivati all’ultimo muro siamo rimasti in tre e insieme siamo andati a riprendere l’unico fuggitivo rimasto al comando».

Quando siete arrivati allo sprint eri consapevole di essere il più veloce dei quattro?

«Sapevo di essere veloce, ma temevo Frydkjær della Lidl-Trek Future Racing che aveva vinto già un mese fa alla prima tappa del Circuit des Ardennes. Alla fine, devo dire, ce l’ho fatta a vincere abbastanza tranquillamente».

La tattica discussa sul bus era quella che hai messo in atto, oppure hai dovuto rivederla durante la corsa?

«Io avevo il compito di provare ad anticipare e così è stato, ma se fossimo arrivati in volata non ero io il leader indiscusso per la Bahrain-Victorious Development Team. Pensavamo che ci sarebbe stato più vento e quindi più selezione a causa dei ventagli, immaginavamo che ci sarebbe stato uno sprint leggermente più folto. Durante la corsa però c’è stato meno vento di quello previsto e io ho continuato nel mio attacco».

All’arrivo ti abbiamo visto con parecchi segni alle ginocchia, cosa è successo?

«Sono stato coinvolto in una caduta nelle prime fasi di gara, per fortuna niente di grave. Ho sistemato la bici alla meglio e sono ripartito. Si può capire che non ha avuto alcun impatto sul risultato».

Alessandro Borgo, 20 anni, è uno degli otto italiani del vivaio della Bahrain-Victorious (foto SprintCyclingAgency)

Nella prima parte di stagione hai corso spesso anche con la formazione World Tour. Come ti sei trovato?

«È vero, ho passato molti giorni con la formazione maggiore, anche tre giorni prima della Gand-Wevelgem. Ho notato che è importantissimo correre con i professionisti, soprattutto per mettere il ritmo nelle gambe: quando poi torni tra gli Under 23 noti la differenza».

Pensi di passare professionista con loro già dall’anno prossimo?

«Ancora non lo so».

Amadori ha stilato le formazioni per le prime due gare di Nations’ Cup e il tuo nome non c’è.

«Però mi ha contattato, già a inizio anno. C’era in programma di farne almeno una tra Orlen Nations Grand Prix e Course de la Paix. Sono stato io a dirgli di no perché non riuscivo ad incastrare questi appuntamenti con quelli che ho già fissato con il mio coach: a quattro giorni dalla Gand-Wevelgem sarò di nuovo in partenza, ma questa volta per l’altura. Spero ci sia opportunità di vestire la maglia della nazionale al Tour de l’Avenir o al mondiale».

Vai a preparare il Giro Next Gen?

«Sì, l’anno scorso non ero partito molto bene. Venivo dalla seconda prova di Nations’ Cup dove avevo ottenuto molti piazzamenti ed ero di riserva per la squadra anche perché avevo l’esame di maturità. Poi un compagno si è infortunato e mi hanno chiamato per sostituirlo, ma sono partito stanco. Le prime tappe sono state dure, mi sono sbloccato per il finale ma ricordo di esserci rimasto male per quel quarto posto a Zocca».

Non si sa ancora molto sul percorso del Giro 2025, ma guarderesti sempre a una tappa come quella oppure le tue caratteristiche sono cambiate in quest’anno?

«Quella di Zocca effettivamente finiva in salita, mentre io ora cerco tappe che siano più vallonate. Sempre percorsi duri, ma con salite non troppo lunghe. O ancora, un arrivo di gruppo ristretto: quest’anno sicuramente ci sarà qualche tappa adatta e proverò a dire la mia».