Milano-Sanremo, Merckx: «Non capisco perché non ci sia Vendrame»

Eddy Merckx su Francesco Moser alla Sanremo del 1975, 50 anni fa
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L’uomo delle sette Sanremo, Eddy Merckx, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport la sua attesa per la corsa che ha nel cuore. «La guarderò tutta. Non ci si può perdere neanche un chilometro, c’è il rischio che qualcuno se ne vada prima». Qualcuno che potrebbe avere un nome e un cognome. «Penso che Pogacar possa vincere, ma è la classica più difficile per lui, e non ha fatto tante gare, forse non è ancora al cento per cento, gli altri hanno nelle gambe delle corse a tappe. Potrebbe attaccare sulla Cipressa, è abituato ai lunghi attacchi. Sembra che si diverta, ma fa fatica anche lui, ve lo assicuro. Li avrà tutti contro».

E vediamoli, tutti. Merckx si limita a pochi nomi, consapevole che la Milano-Sanremo è quasi impronosticabile. Anche se lui ne vinse 7 in 10 anni. «Sono soltanto numeri. Anche le 6 di Girardengo sembravano irraggiungibili, poi sono arrivato io. È sempre difficile vincere la Sanremo, lo è stato anche per me. Forse ero soltanto meglio allenato degli altri, correvo tutto l’inverno. A dicembre andavo in montagna, a Crans-Montana, facevo un po’ di sci di fondo poi ricominciavo».

Impronosticabile «perché è lunghissima, è la prima dell’anno e anche il Poggio dopo tutti quei chilometri può fare la differenza. Spesso la fa la discesa. Tutti provano ad anticipare la volata». Anche Pogacar dovrà farlo. «Van der Poel lo metto allo stesso livello di Pogacar, ed è al cento per cento, si è visto. Se devo fare un altro nome dico Pedersen. E Pidcock. Ganna ha qualche possibilità, è una forza della natura. Non capisco perché non c’è Vendrame, ha vinto bene alla Tirreno. Milan? Dipende da come passa il Poggio, allo sprint vince il più fresco».

Se fosse Pogacar farebbe la Roubaix, «lui è capace di vincerle tutte, non ha molti rivali. Certo, la Roubaix comporta un rischio, ma il rischio esiste dappertutto, guarda Philipsen che è caduto alla Nokere». Gli assenti hanno sempre torto. «Non capisco perché Van Aert non corra la Sanremo, forse ora ha paura».