
Quando corridori molto giovani come Isaac Del Toro entrano in una squadra grande come la UAE Team Emirates, c’è il rischio che passino in secondo piano. Per il messicano è tutt’altro che così. Da quando è passato professionista l’anno scorso, ha sempre fatto gare di alto livello imparando a muoversi da vero leader: e alla Milano-Torino si è visto perfettamente.
Tutta la corsa coperto dalla squadra, la prima ascesa a Superga tirato da due compagni e nella seconda ha avuto Adam Yates come ultimo uomo. A 1,1 chilometri dal traguardo infiamma la corsa e accelerando si fa seguire solo da altri due corridori. Ma gli ultimi mille metri che portano alla Basilica di Superga sono duri e partire troppo presto potrebbe significare perdere contro gli avversari. Si mette a ruota, fa lavorare gli altri e scatta ancora a 100 metri dal traguardo per arrivare solo e inchinarsi al pubblico torinese.

Ma non è finita qui. Quando Del Toro ha tagliato l’arrivo di Superga ancora non sapeva di aver appena stabilito il nuovo record di scalata alla Basilica.
Confrontando i tempi fatti segnare dal 2012 ad oggi sulla salita di 4,10 chilometri alla pendenza media del 9,3% con punte al 14%, il tempo di Isaac Del Toro è quello più basso: parliamo di 11’28”. Ben Tulet avrebbe fermato il cronometro a 11’29” mentre Tobias Johannessen a 11’37”.
Chi negli anni si è avvicinato di più a quest’impressionante scalata sono stati Primoz Roglic nel 2021 e Thibaut Pinot nel 2018 con 11’47”. Poi Diego Rosa nel 2015 con 11’49”, Contador nel 2012 con 11’52”, Woods nel 2019 con 11’55” e infine – rimanendo sotto i dodici minuti – Rigoberto Uran nel 2017 con 11’58”.













