
Da una parte l'UCI, che dopo anni di tentennamenti ed equivoci esclude i giovani professionisti dal mondiale degli Under 23, ammettendo quindi soltanto i corridori che militano dalle development in giù; dall'altra il Tour de l'Avenir, storica manifestazione riservata alle nazionali, sempre più intenzionata a svestire i panni indossati fin qui per aprirsi alle formazioni tradizionali. A cominciare dai vivai, si capisce, esattamente come già succede al Giro Next Gen, appuntamento che a maggior ragione da quando è passato sotto l'egida di Rcs non può rinunciare ad una vocazione più internazionale...
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