Sembra quasi incredibile che nel 2025 siamo ancora qui a parlare di sicurezza in corsa. Non alla gimkana del paese, ma in una corsa storica di lunga tradizione come l’Etoile de Bessèges. La notizia è che questa volta finalmente le squadre hanno fatto qualcosa e non sono ripartite. Dopo il secondo caso in due giorni di auto sul percorso – questa volta si trattava di una Mini Cooper – diverse squadre hanno deciso di abbandonare la corsa francese: si tratta di EF Education, Soudal Quick-Step, Ineos Grenadiers, Lidl-Trek, RedBull-Bora, Decathlon, Uno-X Mobility e Unibet Tietema Rockets. I corridori sono tornati ai pullman e addio.
La terza tappa – interrotta per circa trenta minuti per le proteste dei corridori – è stata accorciata. La corsa è dunque ripartita senza i vincitori delle prime due tappe (Magnier e Waerenskjold) e i primi tre della generale (Magnier, Meeus e Van den Berg). “Il nostro team è uno di quelli che ha deciso di non proseguire dopo che una vettura è ricomparsa in pista”, ha scritto la Soudal Quick-Step sui social media per spiegare l’abbandono. “Riteniamo che ciò sia inaccettabile e abbiamo deciso di non andare avanti, perché diamo priorità alla sicurezza dei nostri ciclisti”.
Thomas de Gendt, una delle voci più esplicite sull’argomento, ha scritto: “Forse ora gli organizzatori e l’UCI inizieranno ad ascoltare. Altrimenti, continueremo a essere scimmie in un circo“. La Ineos Grenadiers di Filippo Ganna ha comunicato che «la sicurezza dei nostri corridori e del nostro staff è di fondamentale importanza. A seguito di molteplici incidenti che hanno coinvolto veicoli pubblici entrati nel percorso di gara, i nostri corridori, insieme ad altre squadre, hanno deciso di non completare la tappa odierna a Etoile de Bessèges».
La EF Education-EasyPost ha spiegato di aver preso la decisione «per motivi di sicurezza, tra cui la presenza di veicoli in movimento sul percorso di gara. La sicurezza dei nostri corridori e del nostro personale è la nostra massima priorità». Anche la Red Bull – BORA – hansgrohe ha lasciato la corsa specificando che «a causa delle persistenti condizioni di scarsa sicurezza, in particolare per i veicoli sul percorso, il nostro team, insieme ad altri, ha deciso di ritirarsi dalla tappa odierna a Etoile de Bessèges. La sicurezza è la nostra priorità assoluta». La Unibet Tietema Rockets ha spiegato che dopo diverse discussioni all’interno del team, «abbiamo ritenuto che continuare oggi non fosse la scelta giusta per motivi di sicurezza». In corsa ci sono non più di 60 corridori al momento.
Intervistato da L’Equipe, Romain Le Roux, vicepresidente dell’Étoile de Bessèges, ha detto: «Ci poniamo molte domande sul futuro… Siamo ancora in grado oggi di organizzare gare professionistiche su strade aperte al pubblico?».
Dopo aver vinto la tappa incriminata allo sprint, Arnaud De Lie ha detto: “C’era un po’ di dilemma. Se tutti si fossero fermati, l’Étoile de Bessèges avrebbe avuto difficoltà a continuare. Non mi sono posto la questione di continuare. Abbiamo rispettato l’organizzatore. Senza le gare, non possiamo fare il nostro lavoro.”
Intanto anche il maltempo continua ad abbattersi sulla corsa francese, e la Prefettura avverte: per l’allerta meteo l’accesso al pubblico sarà vietato sabato 8 in occasione dell’arrivo della quarta tappa, al Mont Bouquet.
LA proprietaria dell’Étoile de Bessèges, Claudine Fangille, aveva la voce che tremava. “Se non ci saremo l’anno prossimo, sarà così. I corridori devono capire che non è facile per noi, gli organizzatori. Se non sei ASO, è difficile privatizzare le strade. Non possiamo. Stamattina, alla riunione dei direttori sportivi, ci hanno detto che i corridori non ci ascoltavano. E se i corridori non lasciano passare le moto della polizia durante una gara, la polizia non può mettere in sicurezza la gara. Altrimenti, finiremo con questo, con quello che è successo. Stamattina ho detto loro che devono assumersi le proprie responsabilità. Questa è la 55ª edizione e non possiamo più farne a meno. Noi con l’Etoile non guadagniamo nulla. Siamo qui per far correre i corridori. Se non ci saremo l’anno prossimo, personalmente non è un grosso problema, avrò una cosa in meno di cui preoccuparmi. Abbiamo lo stesso gruppo di poliziotti dell’anno scorso, non sono novellini. L’auto di ieri, fermata due volte dalla polizia, è ripartita. Come facciamo? Oltre a mettere qualcuno su ogni strada? Oggi non ho visto il traguardo perché sono andata a proteggere una stradina. Ho chiamato i volontari e abbiamo allestito un piccolo parcheggio per dire alla gente di fermarsi”.














