Si è concluso il Tour Down Under con la vittoria di Jhonatan Narvaez e diversi spunti di riflessione. Sicuramente da sottolineare c’è la forza della UAE Team Emirates, che difficilmente sbaglia un acquisto e continua esattamente da dove aveva lasciato lo scorso anno. Vincere è ormai l’unica cosa che conta nella formazione mediorientale.
Questo Narvaez, la cui vittoria era pronosticabile alla vigilia, sembra aver fatto finalmente quel salto di qualità che gli si chiedeva e negli ultimi due anni è diventato davvero un avversario temibile. La vittoria al Giro con maglia rosa davanti a Pogacar, i tanti piazzamenti e ora anche la corsa a tappe australiana. Alla UAE quest’anno potrà divertirsi…
Il Tour Down Under ci ha fatto scoprire anche Javier Romo della Movistar, vincitore di una bellissima tappa ad Uraidla e secondo classificato nella generale finale. Un triatleta prestato al mondo del ciclismo che solo da pochissimi anni ha iniziato a dedicarsi veramente alla bicicletta. Lo abbiamo raccontato in un articolo dedicato che vi consigliamo assolutamente di non perdere.
Bene anche Finn Fisher-Black, Oscar Onley che però rispetto allo scorso anno fa un piccolo passo indietro, e il giovane Bastien Tronchon, l’ennesimo talento sfornato dal ciclismo francese. Da molti, invece, ci si aspettava qualcosa di più. Magnus Sheffield, per esempio, per la prima volta ha guidato la Ineos-Grenadiers da capitano, ma il settimo posto non si può dire sia così soddisfacente. Discorso simile per Jay Vine, che a casa sua non ha centrato neppure la top-ten.
Un nome da seguire per il futuro che già in Australia, al debutto con i professionisti, si è fatto vedere: Albert Withen Philipsen. Il danese della Lidl-Trek ha soli diciotto anni e non ha corso tra gli Under 23, ma si è distinto negli anni scorsi come un talento su strada e mountain bike. Quarto a Uraidla e miglior giovane in classifica generale.
Purtroppo non possiamo che segnalare la partenza fortemente a rilento dei nostri dieci italiani al via. Non pensavamo certo ad una vittoria finale, ma non essere mai in lotta per un successo di tappa o per un piazzamento nella classifica generale è davvero brutto, specie considerando una startlist non stellare.
I migliori piazzamenti sono deludenti, ma offrono il quadro della situazione. Jacopo Mosca (gregario) decimo nella tappa di apertura, Andrea Raccagni Noviero (neo pro’) dodicesimo a Tanunda e decimo ad Adelaide. E ancora Andrea Bagioli (in teoria leader) settimo a Uraidla, poi sparito nei giorni successivi. Per concludere con Francesco Busatto diciannovesimo a Victor Harbor e Alessandro Verre ventiquattresimo a Willunga Hill.
Spiccano le difficoltà di Nicola Conci e Alberto Bettiol, sulla carta i capitani della XDS Astana per il Tour Down Under. I due non si sono mai visti e in un anno così importante per la loro squadra, alla ricerca di punti per mantenere la licenza World Tour, questo inizio è davvero preoccupante.












