Cavendish racconta la rapina: «Mi hanno puntato un coltello alla gola»

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Mark Cavendish alla presentazione del percorso del Tour de France 2024 (foto: ASO)
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Mark Cavendish ha raccontato per la prima volta al Telegraph la drammatica esperienza vissuta la notte del 27 novembre 2021, quando quattro rapinatori armati hanno fatto irruzione nella sua abitazione nell’Essex. L’ex ciclista, reduce da un ricovero dopo una grave caduta alla Sei Giorni di Gand, era in casa con tutta la famiglia quando è stato minacciato con un coltello alla gola sotto gli occhi del figlio di soli tre anni.

«Ho ancora vivide le immagini di quei momenti. Mi hanno puntato un coltello enorme alla gola davanti a mio figlio. È stato terribile – ha ricordato Cavendish – Tutti pensano che avrei dovuto reagire, ma quando qualcuno tira fuori un coltello così, sei completamente impotente. Anche se tua moglie e tuo figlio sono in pericolo».

I rapinatori, entrati in casa con l’obiettivo di rubare un orologio di lusso in edizione limitata del valore di 2,2 milioni di euro, sono invece ripartiti con due orologi Richard Mille dal valore complessivo di 830.000 euro, uno smartphone e una valigia di Louis Vuitton. Il tanto ambito orologio, però, non era tra gli oggetti rubati: «L’avevo noleggiato per un evento tre mesi prima e poi restituito. Non era nemmeno mio. Non mi sarei mai perdonato se fosse successo qualcosa a Peta (sua moglie, ndr) e ai ragazzi mentre io non c’ero».

Ora che ha appeso la bici al chiodo dopo una carriera stellare, Cavendish guarda avanti. «Voglio una vita normale, fare cose normali con i miei figli. Amo il caos di una grande famiglia, persino nei semplici momenti come quando ci sediamo a tavola tutti insieme».