L’interesse del marchio brianzolo per il gravel non è certo una novità. Ad una gamma che propone già la versione offroad del C68 si affianca anche questa Colnago G4-X, che altro non è che una versione rivista e corretta di un altro modello particolarmente amato dai gravellisti, la G3-X che al momento resta in gamma.
L’indole della bicicletta comunque non cambia. Se il C68 Gravel meglio si adatta ad un utilizzo più tranquillo, questa G4-X non scende di certo a compromessi e si presenta come un modello particolarmente “spinto” in quanto a prestazioni. Destinato ad un utilizzo race. Andiamo a vedere qualche dettaglio.
I dettagli del Colnago G4-X
Si può affermare senza troppi giri di parole che la Colnago G4-X è a tutti gli effetti una variante allroad della V4Rs, il telaio top di gamma di Colnago per quanto concerne il mondo strada, utilizzato con un qualcerto successo da Pogacar e compagni. Mentre il C68 infatti nasce da una realizzazione tramite congiunzioni, come storicamente avviene per tutti gli eredi del “progetto C”, la G4-X è un monoscocca.
Anche le forme stesse ricalcano in qualche modo il modello road. Dalla G3-X le differenze in termini di geometrie non ci sono. Infatti se andiamo a confrontare la taglia 52s di entrambi i modelli, troviamo un reach di 39 centimetri, uno stack di 57,3, angolo di sterzo di 71 gradi e di piantone di 73,5.
Sono quote che svelano quindi l’indole corsaiola della G4-X dato che ci troviamo di fronte ad un assetto relativamente “spinto” se si pensa che si tratta di una gravel. All’anteriore possono poi coesistere due soluzioni diverse. O una combinazione tradizionale di attacco e curva, oppure l’integrato in composito CC.01 Wide della stessa Colnago. Il quale ha un flare aggiuntivo di 3 centimetri rispetto alla variante standard. Entrambe le configurazioni garantiscono il transito interno dei cavi.
Aumentata anche la quota di passaggio gomme. Nella G3-X era di 40 millimetri, qui si sale a 45 millimetri, misura più in linea con le ultime tendenze del gravel. Tra gli altri dettagli troviamo anche il movimento centrale T47 a calotte esterne, punti aggiuntivi di innesto dei portaborraccia e un nuovo meccanismo di serraggio del reggisella. Anche questo totalmente nascosto, per una pulizia delle linee decisamente apprezzabile.
Le versioni in commercio
Le taglie in cui viene commercializzato il Colnago G4-X sono in tutto cinque. Il telaio dispone anche della possibilità di innesto del deragliatore. Va detto che proprio negli ultimi tempi, e in particolare in ambito propriamente “race”, si sta riconsiderando molto la presenza della doppia corona anteriore. Che a fronte di una minore praticità in termini di manutenzione garantisce (ovviamente) una migliore disponibilità di rapporti a disposizione. In particolare sugli sviluppi adatti alle alte velocità.
Le grafiche sono tre: una a base gialla come la bicicletta che vi mostriamo nelle foto, più altre due tonalità tendenti rispettivamente al verde e all’azzurro. Mentre le varianti di montaggio sono cinque. A 4.330 euro ci sono le due versioni base a trasmissione meccanica, sia con Shimano GRX a due corone che monocorona. Tutte e due equipaggiate con ruote Rapid Red 900 di Fulcrum e manubrio formato dalla combinazione di attacco e curva Deda Elementi.
Stesse ruote e stesso manubrio anche per la variante con lo Sram Rival AXS XPLR, venduta a 4.830 euro. Si sale di prezzo, sino a 5.710 euro, per quella con lo Sram Force AXS XPLR che rispetto alle versioni precedenti utilizza le ruote Rapid Red 500, sempre di Fulcrum.
Il top di gamma è rappresentato dal setup che prevede trasmissione Sram Red AXS XPLR, ruote Zipp 303s e manubrio integrato CC.01 Wide di Colnago. In questo caso il prezzo arriva a 8.870 euro.
Per informazioni: www.colnago.com




















