
Che valore hanno quattro secondi? Chiedetelo a Kasia Newiadoma, vincitrice del Tour de France Femmes, in lacrime dopo l’arrivo. E chiedetelo a Demi Vollering che fino all’ultimo metro ha cercato di sfilarle quella maglia gialla, persa per una caduta nella quinta tappa di Amneville. Dopo 950 chilometri e oltre 13.500 metri di dislivello, dopo aver scalato nell’ultima tappa il Glandon e l’Alpe d’Huez, il finale del Tour ha tenuto tutti col fiato sospeso. Vollering, che doveva recuperare 1’15” a Niewiadoma, sapeva che doveva attaccare da lontano e così ha fatto, quando mancavano ancora 55 chilometri alla cima dell’Alpe. Ma non è bastato. Per quattro secondi.
«È stato un Tour pazzesco, bellissimo e come al Giro, se lo sono giocato fino all’ultimo», afferma Ilenia Lazzaro, che ha commentato la corsa francese per i microfoni di Eurosport e che ha condiviso anche su Quibicisport.it, i suoi giudici tecnici.
Alla partenza del Tour, tutti davano favoritissima Demi Vollering…
«Ma sulla strada nulla è scontato ed è importante che non passi il messaggio che Niewiadoma ha vinto perché Demi è caduta. Kasia ha vinto perché era davanti e non è finita a terra con le altre. Ha vinto per come si è difesa oggi».
Non si è fatta prendere dalla sconforto quando il vantaggio era sceso a pochissimi secondi e ha trovato una grande Lucinda Brand che nel lavorare per Gaia Realini ha ridotto di molto il gap prima dell’Alpe d’Huez.
«Le corse vanno così, d’altronde senza quel lavoro di Brand, Realini non sarebbe entrata nelle prime cinque della generale».

Che cosa ti ha colpito nell’approccio di oggi di Niewiadoma?
«Abbiamo visto una Niewiadoma che non si è accontentata. Ma penso che la chiave di questa nuova Kasia risalga alla vittoria del mondiale gravel dove ha battuto tutte le migliori e ha capito che lei può vincere. Secondo me lì c’è stata una prima presa di coscienza e naturalmente dopo questo Tour aspettiamoci una Kasia ancora più forte: se mantiene questa condizione sarà tra le favorite del mondiale».
Vollering sarà tormentata da quei quattro secondi…
«Ha conquistato una delle vittorie più belle della sua carriera, ma abbiamo visto la sua delusione sul podio. Il problema non è stata la tappa di oggi dove ha fatto tutto quello che doveva fare, il problema è che in un ciclismo moderno dove i marginal gain contano tanto, non può succedere quello che è successo quattro giorni fa quando è stata lasciata sola in maglia gialla. Penso che questo fatto sarà a lungo motivo di discussione».
Oggi la Sd Worx aveva impostato bene la corsa mandando in fuga quattro atlete.
«Sì la strategia era perfetta e Vollering ha corso molto bene. Più di questo non poteva fare. Certo, Pauliena Rooijakkers non le ha dato cambi, ma penso che lei abbia fatto la corsa della vita e probabilmente era al limite. Rooijakkers ha fatto la prestazione della carriera: la Fenix-Deceuninck ha un quarto del budget delle altre squadre e alla fine ha piazzato Rooijakkers sul podio mentre Puck Pieterse è riuscita a tenere la maglia bianca delle giovani».

Nel tappone con Glandon e Alpe d’Huez finalmente si è vista Gaia Realini che è riuscita a entrare nelle prime cinque della generale.
«Realini ha fatto un bel balzo di sette posizioni e questo la dice lunga sulle qualità dell’abruzzese che è sempre una delle migliori in salita. Forse non è la Gaia dello scorso anno ma deve continuare a lavorare. Deve anche ringraziare una grandissima Lucinda Brand che dopo tutto il lavoro che ha fatto oggi è riuscita anche ad entrata nelle dieci».












