Tour de France Femmes, i top di Lazzaro: «Ghekiere ha saputo cogliere l’occasione della vita. E domani per Vollering sarà all-in»

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Justine Ghekiere in maglia a pois (credit: ASO/Lopez).
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Galeotta fu la fuga a caccia di punti per la maglia a pois, e così sullo slancio Justine Ghekiere si è ritrovata a tagliare il traguardo di Le Grand Bornand in perfetta solitudine. Penultima tappa del Tour de France, si viaggia in alta quota. Il previsto attacco di Demi Vollering non arriva, l’olandese a questo punto si giocherà tutto sui 21 tornanti dell’Alpe d’Huez. Per la classifica l’unica novità, in negativo, è il tracollo di Kristen Faulkner, la vincitrice della prova in linea e dell’inseguimento a squadre su pista ai Giochi di Parigi, che da terza si ritrova ventunesima 

Sale alla ribalta invece la belga della Ag Insurance-Soudal Team che indovina la fuga vincente: poche vittorie in carriera, anzi solo due: la generale della Valenciana nel 2023 e questa tappa del Tour de France. In compenso nell’armadio ha tantissime maglie dei Gpm, l’ultima l’aveva conquistata al Giro d’Italia Women.

«Ha vinto la classe operaia – esordisce Ilenia Lazzaro, ex ciclista e opinionista di Eurosport – lei che tutto l’anno aiuta le sue compagne si è fatta trovare al punto giusto al momento giusto ed è riuscita ad arrivare alla meta: vincendo la tappa e conquistando punti per la maglia a pois».

Non vince tanto Ghekiere, ma in compenso colleziona tante maglie dei Gpm…

«Quando lavorava per la Moolman lei di solito andava in fuga, faceva i punti dei Gpm e poi rimaneva ad aiutare la sua capitana. Quest’anno la Moolman ha avuto dei problemi e Justine si è ritrovata ad avere più spazio. Comunque ha una storia incredibile perché ha iniziato ad andare in bici da tre-quattro anni, prima lavorava in una palestra come personal trainer. Poi ha cominciato a fare dei giri in mountain bike, qualche garetta in Belgio ed è stata notata dalla Ag Insurance. Per le compagne è un’atleta molto solida, forte in salita e sul passo».

Nella lotta per la generale, la prima tappa di alta montagna non ha detto molto. A parte l’uscita di classifica di Kristen Faulkner.

«Faulkner ha scritto sui social che aveva preparato bene la pista quindi sforzi di quattro minuti di gara ed era consapevole del fatto che le montagne l’avrebbero respinta. Ci sta. Mi piacerebbe vederla il prossimo anno con una preparazione mirata per il Tour».

Niewiadoma e Vollering si sono controllate.

«Per l’olandese quella di oggi era una salita pedalabile, domani è all-in o tutto o niente. Per Vollering fare ottava o seconda è uguale: a lei interessa solo la vittoria e Kasia dovrà starle appiccicata». 

Kasia Niewiadoma in maglia gialla (credit: ASO/Lopez).

Col du Glandon e Alpe d’Huez possono riscrivere la classifica.

«Assolutamente, ci sono scalatrici pure che proveranno il tutto per tutto e subito. Non possono certo far andar via una fuga a 5 minuti con dentro ragazze che vanno bene in salita. Anche Demi se vuole prendersi la maglia gialla deve fare gara dura». 

In seconda posizione, a 27 secondi da Niewiadoma c’è Puck Pieterse, la vincitrice della tappa di Liegi. Che speranze ha di rimanere sul podio?

«Non so più cosa aspettarmi da Puck, di sicuro vorrà riprendersi la maglia a pois, guida la classifica delle giovani, ma secondo me farà di tutto per salire sul podio. E’ al suo primo grande Giro e mi stupisce la sua tenuta dopo sette giorni: questo la dice lunga sul suo motore. Ha fatto la volata a Rotterdam con Kool e Wiebes ed è arrivata decima, ha vinto a Liegi, e oggi ha fatto la volata sul Le Grand-Bornand ed è arrivata settima: è completa a 360 gradi».