La sesta tappa del Tour de France Femmes porta la firma di Cédrine Kerbaol, francesina di 23 anni della Ceratizit-Wnt Pro Cycling Team, che lo scorso anno conquistò la maglia bianca delle giovani. Kerbaol, che è salita in seconda posizione nella generale a 16 secondi da Kasia Niewiadoma, ha approfittato dell’ultima possibilità prima che nelle tappe di alta montagna del week-end scendano in campo i pezzi da 90 della generale.
«Kerbaol – spiega Ilenia Lazzaro che commenta con Quibicisport.it le tappe del Tour che segue ogni giorno in cronaca diretta per Eurosport – ha fatto un attacco bellissimo nella discesa dell’ultima salita ed è andata via al doppio delle altre guadagnando tantissimo. Poi è stata brava a mantenere quei secondi che le hanno permesso di fare un bel balzo in avanti in classifica. Dopo la maglia bianca dello scorso anno ha le potenzialità per cercare una top ten e visto come sta andando ci deve credere, perché è vero che ci avviciniamo ai due tapponi duri, ma la sua condizione è ottima».
Kerbaol ha avuto anche l’aiuto della compagna Alice Maria Arzuffi, che ha chiuso poi quattordicesima prima delle italiane, nel gruppetto regolato da Marianne Vos.
«È stata un’ottima prestazione di squadra per la Ceratizit che ha corso molto bene concretizzando con la vittoria di Kerbaol, ma l’apporto di Arzuffi è stato importante. La Ceratizit non ha certo il budget di altri squadroni ma il fatto che avesse due ragazze davanti la dice lunga su quanto siano andate forti».
Arzuffi viene anche da una top 20 al Giro d’Italia e al Tour sta lavorando bene per la squadra.
«Maria Alice ha mollato il ciclocross per provare ad andare forte forte su strada e sta crescendo bene con la giusta mentalità. Al Tour ha Kerbaol come capitana e corre sempre davanti, vuole dire che la condizione è buona».
Oggi piccola tregua tra le donne di classifica dopo gli stravolgimenti in classifica di ieri causati dalla caduta di Vollering, che non sembra aver avuto grandi conseguenze.
«Sì oggi Demi ha controllato, non ha fatto neanche lo sprint all’arrivo, al contrario della Niewiadoma e domani potrebbe puntare a vincere anche per dare un segnale, alla squadra e non solo. Non può aspettare l’Alpe d’Huez, è troppo rischioso perché deve recuperare 1’19” dalla maglia gialla: deve fare qualcosa già domani per vincere e magari guadagnare qualcosina».

Intanto una Marianne Vos mai doma dall’alto dei suoi 37 anni ha sprintato per il secondo posto e si è presa la maglia verde.
«Incredibile Marianne. Era andata in fuga, poi si è staccata nell’ultima salita, ha sofferto tantissimo ma non ha mollato: la sua faccia deve essere stampata e fatta vedere a chi molla troppo presto. Mi ha ricordato per grinta e sofferenza l’espressione di Simone Consonni alle Olimpiadi dopo la caduta. Vos ha tirato fuori il 200 per cento e deve aver fatto una discesa fenomenale anche se le immagini non l’hanno fatta vedere, ha recuperato ed è andata vicino a vincere la tappa».
Anche oggi tantissimo pubblico sulle strade, una costante di questo Tour Femmes.
«È bellissimo vedere così tanta gente, è impressionante, addirittura per la tappa del Belgio sono state stimate 150.000 persone sulle strade. E adesso aspettiamoci il pienone sulle salite alpine».













