Tour de France Femmes, i top di Lazzaro: «Una super Dygert per Niewiadoma. Ma che triste vedere la maglia gialla da sola»

Tour
Kasia Niewiadoma in maglia gialla (credit: ASO/Maheux).
Tempo di lettura: 2 minuti

La quinta tappa di Amnéville, la prima del Tour Femmes con arrivo in Francia, avrebbe dovuto essere una frazione interlocutoria, dopo la giornata impegnativa di Liegi in cui si era visto un bel duello tra Demi Vollering e Kasia Niewiadoma, sebbene la vittoria fosse andata alla giovane Puck Pieterse. E invece quando mancano sei chilometri all’arrivo succede il putiferio. In una curva a destra finisce a terra un gruppo di atlete tra cui la maglia gialla Demi Vollering che non si rialza subito. La situazione in corsa cambia totalmente. Un gruppetto di otto atlete va a riprendere le tre fuggitive e tira dritto.

Nessun faiplay per la maglia gialla che intanto è risalita in bici ma ha un minuto e mezzo di ritardo e nessuna compagna della Sd Worx ad aspettarla perché Blanka Vas, che fa parte delle otto all’attacco, tira dritto e poi vincerà la tappa, ma non si ferma nemmeno Lorena Wiebes.

Ilenia Lazzaro, ex ciclista che sta commentando il Tour de France Femmes per Eurosport non ha dubbi: «Vedere la maglia gialla da sola è stato molto triste. D’accordo che a fine stagione cambierà squadra, ma Demi c’è sempre stata per le sue compagne».

Dopo l’arrivo Blanka Vas ha detto che non aveva saputo della caduta di Vollering.

«Sì, è quello che ha affermato anche Micha Bredewold e che è stato confermato dal direttore sportivo Danny Stam che ha detto che ci sono stati dei problemi ci comunicazione».

Strano, per una corazzata come la Sd Worx-Protime che cura i minimi particolari. 

«In effetti le ammiraglie sono rimaste bloccate per la caduta, ma radio corsa ha detto subito che la maglia gialla era a terra. Una come Lorena Wiebes avrebbe dovuto fermarsi: vedi che c’è davanti la Niewiadoma e non cerchi di capire dov’è la tua capitana? Ribadisco, è stato un brutto vedere». 

Lorena Wiebes e Demi Vollering parlano dopo l’arrivo. (Credit: ASO/Lopez).

E Niewiadoma, seconda all’arrivo, adesso guida la classifica davanti a Faulker e Pieterse.

«La Canyon ha corso da grande squadra sacrificando Chloe Dygert, bronzo olimpico di Parigi nella crono che avrebbe potuto vincere la tappa perché è più veloce di Blanka Vas, e invece ha lavorato per far prendere la maglia a Niewiadoma». 

Adesso Vollering è nona in classifica a 1’19”. E’ un gap recuperabile?

«Sulla carta sì, considerato anche il tappone dell’Alpe d’Huez, ma dipende da come sta l’olandese, perché ha preso una bella botta e oggi mi è sembrata molto sofferente. Niewiadoma dovrà fare corsa dura anche domani per cercare di guadagnare il massimo su Vollering prima delle due ultime tappe».

Al di là della caduta di Vollering la polacca della Canyon sta molto bene…

«È stato un peccato per lei non poter gioire pienamente dopo la tappa perché quella caduta ha creato un clima particolare, ma Kasia è da una vita che aspetta di avere il suo momento. E oggi se lo è guadagnato: perché era davanti ed è rimasta in piedi, perché ha tirato e ha fatto un ottimo sprint».