Tour de France Femmes, i top di Lazzaro: «Pieterse talento senza limiti. Persico, peccato per la maglia a pois: ci riprovi subito»

Puck Pieterse sul podio di Liegi
Puck Pieterse sul podio di Liegi (credit: ASO/Lopez).
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Sul traguardo di Liegi, quarta tappa del Tour de France Femmes, sembrava fatta per Demi Vollering a caccia della seconda vittoria in due giorni e invece ecco la sorpresa: a piazzare la ruota davanti sulla linea bianca è Puck Pieterse, talento olandese di 22 anni che spazia dalla mountain bike al cross e alla strada e che nel suo primo grande giro vince la prima corsa su strada battendo sua maestà Demi Vollering.

Ilenia Lazzaro con cui stiamo commentando le tappe del Tour de France Femmes, la conosce bene perché segue per Eurosport anche la mountain bike e il ciclocross e ha visto il talento olandese crescere trasversalmente. 

«È difficile capire fin dove può arrivare Puck Pieterse – esordisce Lazzaro – finora è lei la sorpresa di questo Tour de France. Anzi, non avrebbe nemmeno dovuto farlo e poi visto che non è andata benissimo l’Olimpiade di Mtb per la foratura che le ha fatto perdere una medaglia, le era rimasto quel rammarico e ha deciso di correre. E oggi eccola qua a dimostrare tutte le sue qualità».

Una giornata incredibile per Pieterse che oltre a vincere la tappa ha vestito la maglia bianca di miglior giovane e quella a pois dei Gpm. 

«In realtà Puck sta preparando i mondiali di Mtb di Andorra e può darsi che nel prosieguo del Tour possa pagare questa mancanza di preparazione per la strada. Ma oggi per lei è stata una tappa perfetta, a cominciare dal meteo piovoso. Probabilmente i Fenix erano partiti con l’idea di portarsi a casa la maglia a pois con Yara Kastelijn che è mancata. E allora Puck ha cominciato a fare i punti dei Gpm e quando si è trovata davanti si è presa questa bella vittoria al fotofinish».

E durante la tappa aveva lavorato molto anche per la squadra…

«Infatti… Puck ha tirato molto per le compagne. A questo punto penso che cambieranno le gerarchie in casa Fenix: probabilmente nemmeno i suoi direttori sportivi si aspettavano una prestazione così. L’ennesima dimostrazione che gli atleti che fanno le multidiscipline hanno un motore diverso, qualcosa in più, e penso che al termine di questa settimana Puck potrebbe uscire con una gamba perfetta in vista dei mondiali di Andorra».

La tappa di Liegi ha già detto tanto per quello che riguarda la generale. 

«È arrivata la conferma che Vollering è in grande forma e che la lotta per la generale sarà probabilmente un affare tra lei e Kasia Niewiadoma. Le ultime due tappe sono durissime, ma sappiamo che Niewiadoma proverà a far saltare il banco anche se staccare Vollering sarà molto difficile».

Migliore italiana al traguardo Gaia Realini, quindicesima, che ha chiuso a 29 secondi nel gruppo delle migliori dietro al terzetto che si è giocato la vittoria.

«Gaia è l’unica delle nostre che può provare a stare davanti soprattutto considerate le ultime due tappe di montagna. D’altronde lei è già salita sui podi del Giro e della Vuelta. Deve tenere duro domani perché soprattutto se il tempo è brutto può succedere di tutto, poi nel finale troverà il terreno più adatto a lei».

Abbiamo visto Silvia Persico andare a caccia di punti per la maglia a pois che però le è sfuggita per un solo punto…

«Non ho capito bene le strategie della Uae Team Adq, perché alla penultima salita le sarebbero bastate due punti e si sarebbe presa la maglia a pois. Invece Silvia, che si era staccata, è rientrata, si è messa davanti ha fatto una tirata di un chilometro e mezzo e si è spostata. Ma in realtà poi abbiamo visto che le sue compagne di squadra, Magnaldi e Swinkels si sono staccate. Peccato, avrebbe dovuto stringere i denti e provarci, la maglia a pois le avrebbe dato maggiori stimoli, speriamo che domani possa riprovarci: se va via la fuga lei deve esserci».