Tour de France Femmes, i top di Lazzaro: «Vollering super a crono, ma quella commozione nasconde qualcosa»

Demi Vollering è stata male al Tour dello scorso anno (foto Aso/Lopez)
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Nel giorno delle due semitappe, la prima in linea e la seconda a crono, a vincere sulle strade di Rotterdam sono state ancora una volta atlete olandesi. Al mattino Charlotte Kool si è presa la seconda vittoria in due giorni dopo un testa a testa in volata con Lorena Wiebes, quasi a legittimare che il successo della prima tappa non era arrivato “solo” per il salto di catena della velocista della Sd Worx-Protime.
Nel tardo pomeriggio, sui 6,3 chilometri della crono grande prestazione di Demi Vollering che ha centrato la doppietta: vittoria di tappa e maglia gialla, forse in anticipo di un giorno rispetto a quelli che erano i suoi piani visto che domani il gruppo arriverà a Liegi dopo una frazione infarcita di colli.

Con Ilenia Lazzaro che ogni giorno commenta integralmente con Pietro Pisaneschi le tappe del Tour de France Femmes su Eurosport, partiamo proprio dalla volata del mattino. «Charlotte Kool – afferma Ilenia – si è ritrovata: oggi in volata c’erano tutte e battendo Lorena Wiebes ha dimostrato di essere tornata la Kool che avevamo visto l’anno scorso battere la Wiebes all’Uae Tour. Lorena chiude questi due giorni con un bilancio negativo, aveva altre aspettative e sa bene che adesso non avrà più possibilità».

Le italiane si sono difese bene: tre nella top ten.
«Mi soffermerei soprattutto sul nono posto di Martina Alzini che è molto importante per lei. Viene da un periodo in cui ha dedicato tutto alla pista, nonostante fosse riserva ai Giochi. Non è facile nemmeno mentalmente dopo un periodo così tornare a cercare un piazzamento in volata. Così come è stata brava Elisa Balsamo che si è ributtata nuovamente in volata e ha chiuso al quinto posto e anche Rachele Barbieri che è arrivata sesta dopo aver tirato la volata a Kool».

La vittoria di Charlotte Kool nella seconda tappa (foto Aso/Maheux)

Nella crono del pomeriggio invece la grande protagonista è stata Demi Vollering, che nell’intervista dopo l’arrivo si è commossa, dicendo che non avrebbe mai immaginato un risultato del genere.
«Vollering oggi era impronosticabile in una cronometro così e questo la dice lunga sulla sua condizione attuale. Lei va forte a crono ma su tracciati lunghi sicuramente non su una lunghezza di 6,3 chilometri. Invece è riuscita a tirar fuori il 110 per cento e ha fatto la differenza probabilmente nella zona del ponte, quei cinque secondi li ha presi lì. Cinque secondi su sei chilometri sono tanti…».

C’è da dire che c’è stata anche la foratura della campionessa olimpica Grace Brown.
«L’australiana è stata sfortunata perché ha iniziato questo Tour con due cadute e una foratura. E’ un peccato perché se chiude la carriera come ha detto quest’anno, era una delle ultima possibilità di vincere un crono da campionessa olimpica. Però non sono convinta che avrebbe potuto battere Vollering perché era sui tempi di Dygert. Rendiamoci conto che l’olandese ha battuto Dygert e Faulkner che sono due delle campionesse olimpiche dell’inseguimento a squadre. Oggi Vollering era davvero imbattibile e quella emozione secondo me nasconde qualcosa…».

In che senso?
«Da quando è iniziato il Tour Demi è perennemente commossa: nelle interviste pre-gara e nel post gara. E’ vero che c’è tutta la sua famiglia al seguito, ma probabilmente c’è qualcosa che ci sfugge, che non conosciamo, forse legato alle sue scelte per il futuro perché di sicuro lascerà la Sd Worx, ma non si sa ancora in quale squadra andrà».

Di sicuro questa maglia gialla difficilmente se la farà sfilare.
«Assolutamente, anche perché la squadra è strutturata per tenerla e domani verrà fuori una tappa dura in cui proverà a vincere di nuovo. A meno che non salti fuori una fuga di extra qualità, è difficile che possa perdere la maglia. Sarà una corsa dura e Demi potrebbe anche attaccare e andarsene sull’ultima salita, la Côte de la Roche-aux-Faucons, perché da lì all’arrivo mancheranno una decina di chilometri».