Canyon Aeroad, si alza il sipario sulla quarta generazione

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Cosa significa sviluppare una bicicletta al fianco del campione del mondo? Ce lo spiega Canyon che per la quarta generazione della Aeroad ha lavorato a strettissimo contatto con Mathieu Van der Poel, ma anche i suoi compagni di squadra dell’Alpecin-Deceuninck. Facile, un corridore simile ha in testa tre caratteristiche che la bicicletta deve avere per riuscire a vincere più facilmente: rigidità, aerodinamica e leggerezza.

Mettere in pratica questi tre fattori è stato l’obiettivo degli ingegneri Canyon nello sviluppo di questa evoluzione della Aeroad. Il progetto parte da molto lontano, dalla prima generazione risalente al 2011 con cavi all’esterno, freni tradizionali e forme ancora non delineate. Il suo arrivo sulla scena è stato annunciato da Philippe Gilbert, che ha compiuto il suo annus mirabilis nel 2011 con una tripletta alle Classiche delle Ardenne. Con il passare degli anni il telaio è andato sempre migliorandosi, risultando più veloce e aerodinamico. E così sono arrivate anche le altre vittorie: la Freccia Vallone di Purito Rodriguez sul Muro di Huy, la Milano-Sanremo del 2014 con Kristoff, il Giro delle Fiandre del 2015 e molti altri con la seconda generazione.

L’introduzione del reggisella a “D”, uno dei primi in gruppo tutto focalizzato sull’aspetto aerodinamico, i cavi integrati, e forme del telaio più definite, ecco che con la terza generazione, la Canyon Aeroad ha fatto incetta di successi, fino allo splendido campionato del mondo di Glasgow dove Van der Poel si è vestito con l’iride.

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Quando la terza generazione di Aeroad è stata lanciata, c’erano pochi dubbi sul fatto che fosse una delle bici più veloci dell’intero gruppo professionistico. Ora che arriva la quarta, si conferma questo dato. Il lungo lavoro in galleria del vento e sulle strade di gara, ha permesso la costruzione di un telaio con un design già testato e apprezzato, al quale sono stati aggiunti piccoli ma importanti upgrade che contribuiscono ad alzare ulteriormente l’asticella.

Si tratta di una bicicletta che si adatta a qualsiasi scenario, dalle grande salite al pavé sconnesso della Parigi-Roubaix, e che risulta essere ancora più aggressiva. Si basa ovviamente sui concetti della precedente generazione, ma è molto interessante andare a studiare i dettagli. In generale, i vantaggi aerodinamici del nuovo Aeroad permettono al ciclista di montare cerchi da 50 millimetri che permettono un setup aerodinamicamente efficiente quanto la terza generazione con cerchi da 62 mm.

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Ciò significa che il ciclista può optare per una configurazione complessiva più leggera e maneggevole, mantenendo intatta la resa aerodinamica. Non a caso i cerchi da 50 millimetri sono ora lo standard su tutti i nuovi modelli Aeroad.

Cockpit PACE Bar

Ridotta anche la superficie frontale del tubo sterzo e pensato completamente da zero il nuovo profilo del cockpit PACE Bar. In questo caso troviamo un attacco manubrio più rigido nella sua struttura che offre però anche una forma più aerodinamica rispetto al predecessore. Possiamo dire che rappresenta il livello successivo di integrazione del cockpit, ma anche di regolazione e modularità.

Il PACE Bar offre una regolazione aumentata di 50 millimetri nella larghezza, ma anche 20 millimetri di regolazione dell’altezza (cinque in più rispetto al passato). Inoltre, i drop sono intercambiabili ed possibile adattare la propria prestazione all’utilizzo che se ne vuole fare. Due le opzioni: Classic Drops e Aero Drops, che possono essere cambiati in pochi minuti senza dover scollegare i cavi dei freni.

Il “Classic Drops” è montato di serie e adotta una forma più convenzionale con flare minimo e un drop di 130 mm, visto già sul CP0018 della 3ª generazione. L’Aero Drops invece guarda alle ultime tendenze del ciclismo professionistico. Troviamo delle leve inclinate leggermente all’interno di 19° che vengono incontro alle richieste e alle esigenze dei corridori. Il drop è ridotto di 25 mm per facilitare una posizione più bassa, e la larghezza ridotta è compensata da un reach aggiuntivo di 10 mm ai comandi.

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Questa configurazione permette di guadagnare fino a 14 watt: i cosiddetti “marginal gains” che fanno la differenza tra una vittoria e una sconfitta. Dal mondo off-road arriva invece il “Gear Groove“, un’interfaccia per montare rapidamente una gamma di accessori, dai supporti per computer alle estensioni aerodinamiche.

Il telaio

Ma andiamo ora nei dettagli del telaio. Come possiamo vedere anche solamente dalle immagini, troviamo un tubo superiore più largo e rinforzato che vede maggiore rigidità nella parte anteriore, grazie ad un layup rinforzato per ridurre il rischio di danni da impatto del cockpit sul telaio.

Il tubo obliquo risulta invece più stretto. Si tratta di una scelta degli ingegneri dell’azienda dovuta al guadagno di rigidità del tubo superiore che ha permesso di ridurre il profilo dell’obliquo per un flusso d’aria più fluido e un risparmio di peso. La forma del reggisella è stata rivista. Si presenta con un profilo più corto e molto più leggero per un comfort maggiore, senza alcuna perdita in termini aerodinamici. La giunzione del tubo sella e dei foderi è stata rinforzata con una migliore distribuzione del carico, così da risultare più stabile.

Tutti questi dettagli hanno permesso di ridurre il peso del telaio della Canyon Aeroad CFR a 960 grammi, senza mai perdere in resistenza, rigidità, aerodinamica, reattività e comfort. Molto interessante, per un utilizzo più versatile, lo spazio per pneumatici da 32 millimetri.

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Smart Solutions

Ma altri dettagli, definiti “smart solution“, non sono certo finiti qui. Pensiamo per esempio al discorso viti, incubo degli appassionati e dei meccanici, che con la nuova Aeroad CFR sparisce quasi completamente. La nuova bicicletta infatti raggiunge nuovi standard in termini di qualità e facilità d’uso.

Tutte le viti per le regolazioni del telaio sono Torx 25 made in Germany che riducono il rischio di arrotondare la vite grazie a un ingaggio più sicuro. Parliamo di viti in titanio premium che posseggono anche proprietà maggiori di resistenza alla corrosione e che possono essere “lavorate” grazie allo strumento sull’estremità della leva dell’asse passante. Una soluzione che permette di pedalare in tranquillità e con l’utensile giusto sempre accanto.

Le condizioni brutali della Parigi-Roubaix 2021 hanno portato a pensare ad alcuni accorgimenti. Ecco perché troviamo una nuova forcella con una corona in titanio per la massima resistenza all’abrasione, ma anche guarnizioni in ceramica che proteggono dagli agenti atmosferici, dal sudore e dai lavaggi ad alta pressione.

Inoltre, tutti i telai della Aeroad sono equipaggiati con cuscinetti della serie sterzo di alta qualità e extra durevoli. Sono in acciaio inossidabile quelli della SLX e ibridi in ceramica per quelli CFR. Numerosi test hanno simulato le peggiori condizioni possibili tra sporco, acqua e vibrazione, ma i cuscinetti dopo due settimane intere di sollecitazioni giorno e notte non hanno perso minimamente la loro fluidità.

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Pensate sia finita qui? Assolutamente no. Sulla Canyon Aeroad di quarta generazione sono presenti dei protettori dei forcellini che vanno proprio a proteggere la vernice e il carbonio senza schegge quando la ruota anteriore viene rimossa per riparare una foratura o caricare la bici nel bagagliaio dell’auto. E ancora è stato ideato un nuovo morsetto per la sella per offrire una migliore regolazione indipendente dell’inclinazione e dell’arretramento per trovare la posizione perfetta.

Troviamo poi degli inserti nella parte posteriore del reggisella per ospitare il portanumero nel giorno i gara, ma anche una luce posteriore durante l’allenamento. Un occhio alla sicurezza e alla visibilità su strada.

Gli allestimenti

Come ogni telaio che presenta, Canyon lascia estrema disponibilità di scelta a chi vuole acquistare la nuova Aeroad. Parliamo di diverse configurazioni e allestimenti dalle più performanti CFR fino alle altrettanto performanti, ma con un prezzo più competitivo, CF SLX.

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Le Canyon Aeroad CFR si differenziano a seconda del gruppo: Shimano Dura Ace Di2 (52-36/11-30) e nuovo Sram Red AXS (48-35/10-28). Nel primo caso troviamo ruote DT Swiss ARC 1100 con pneumatici Continental GP500, sella Selle Italia SLR Boost 3D. Il peso è di 7,07 chilogrammi e il costo è di 9.999 euro nelle colorazioni nera e replica dei team Movistar e Alpecin-Deceuninck. Nella versione con il Red , ecco ruote Zipp 454NSW con pneumatici Pirelli P Zero Race. Peso di 7,15 chilogrammi, tre colori e 10.499 euro come prezzo.

Due invece le versioni di Canyon Aeroad CF SLX, ognuna delle quali disponibile con ulteriori due configurazioni. La CF SLX 8 è per amatori ambiziosi che possono pedalare con una trasmissione Shimano Ultegra Di2 (52-36/11-30), ruote DT Swiss ARC 1400 con pneumatici Continental GP 5000s e sella Selle Italia SLR Boost Superflow Carbonio. Oppure con una trasmissione Sram Force AXS, ruote Zipp 404 Firecrest e pneumatici Pirelli P Zero Race. Il prezzo è in entrambi i casi molto competitivo: 6.499 euro e 6.999 euro con due varianti colori (bianco o rossa).

La CF SLX 7 è invece disponibile con Shimano 105 Di2 a 12 velocità o con Sram Rival AXS. In entrambe le configurazioni troviamo ruote DT Swiss ARC 1600, pneumatici Continental GP5000S e una sella Selle Italia SLR Boost Superflow in Manganese. Due le colorazioni per questa bici dal peso di 7,91 kg o 8,06 kg: grigia e bianca. Il prezzo? 4.799 euro con il 105 Di2 e 4.199 euro con Rival AXS.