Roglic “graziato” da una regola che ha tradito il suo spirito. Che cosa ne pensate?

Roglic
Primoz Roglic al traguardo dell'undicesima tappa del Tour de France dopo la caduta
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Prima di tutto il fatto che ci ha spinto a scrivere e ad aprire un ragionamento con voi che ci leggete.
Roglic insegue, alla ruota di Remco Evenepoel, la coppia di testa formata da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, che viaggia poco più avanti con una trentina di secondi di vantaggio. La strada scende “scivolando” tra impegnativi tornanti stretti e al traguardo di Le Lioran mancano poco meno di tre chilometri, quando la ruota anteriore della bici di Roglic perde aderenza con l’asfalto. Lo sloveno cade a terra, danneggia parte del manubrio della sua specialissima e perde circa una decina di secondi dal belga Evenepoel, che continua la sua corsa cercando di ridurre lo svantaggio sulla maglia gialla e sul danese, che vincerà la tappa e che alla fine precederà il giovane Remco di 25 secondi.

Roglic, ferito ad un ginocchio e con la leva sinistra del freno visibilmente incrinata, taglierà invece la linea del traguardo con un ritardo dal belga di una trentina di secondi. Un distacco non di poco conto (si è vinto o si è perso un Grande Giro anche per meno) ma che la giuria della Boucle, nel pieno rispetto del regolamento vigente, azzera prontamente classificando Roglic con lo stesso tempo di Evenepoel, e cioè con lo stesso distacco che il corridore che lo precedeva al momento della caduta (Evenepoel, appunto) ha maturato al traguardo dal vincitore Vingegaard.

A questo punto la domanda sorge spontanea e la giriamo a voi lettori per conoscere il vostro parere: ma è giusto, secondo voi, azzerare i distacchi (in caso di incidente o guasto meccanico) a ridosso della linea del traguardo? Va bene se parliamo di tappe che si concludono in volata, dove i rischi sono amplificati e dove, per questo motivo, i tempi sono “congelati” ben prima della linea d’arrivo (usualmente tra i tre o i cinque chilometri), ma in una tappa come quella di ieri che senso ha bloccare i tempi a tre chilometri dal traguardo neutralizzando di fatto gli ultimi chilometri della non certo facile discesa?

Okay la sicurezza, l’incolumità e la salvaguardia dei corridori, ma probabilmente ieri sarebbe stato bello godersi la sfida tra i giganti di questo Tour fino alla fine, discesa, scivolate e guasti meccanici compresi. Anche perché – e lo stiamo vedendo proprio in questa spettacolare Boucle – le discese stanno diventando determinanti tanto quanto le salite. Non vi pare?

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