Villa lancia i suoi in vista di Parigi: «Il gruppo è più forte e molto cresciuto rispetto a Tokyo»

Villa
Il commissario tecnico della nazionale su pista Marco Villa.
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Guardando i nomi dei convocati per le prove olimpiche del ciclismo su pista e le parole del ct della nazionale Marco Villa il messaggio è chiaro: arriviamo a questa Olimpiade con tante ambizioni, un oro da difendere, ma anche qualche faccia nuova (soprattutto tra le donne).

«Quello di quest’anno è un gruppo forte, che ha dei campioni olimpici in carica al suo interno, ma che è stato anche tanto supportato dai giovani. Sono stati proprio loro a sostituire, durante le prove valide per la qualifica olimpica, i tanti top impegnati su strada. E lo hanno fatto comportandosi molto bene. Proprio per questo io li ringrazio e voglio fare un plauso particolare a Scartezzini. Michele ha contribuito tanto a Tokyo, quanto nell’avvicinamento a Parigi. Però alla fine io devo fare delle scelte, perché i posti sono pochi e vanno portati i migliori. Basti pensare che per avere Elia Viviani abbiamo dovuto presentarlo alla prova su strada, da poterlo così schierare anche da noi in pista».

Il quartetto maschile come sta? A Tokyo l’oro è stato vinto per centesimi, che cosa avete fatto per provare a migliorare ancora?

«Io credo che rispetto a Tokyo mi ritrovo un Lamon più forte e cresciuto molto anche professionalmente. Mi ritrovo un Milan che non è più il giovane del gruppo, ma è quell’atleta che avete visto negli ultimi due anni, soprattutto al Giro d’Italia. Infine Ganna che è sempre Ganna. Il faro del movimento e che ogni anno ci dimostra di essere sempre più competitivo. Dopodiché conta tanto l’amalgama e i tanti impegni che hanno i ragazzi con le squadre ci costringono a impegnarci ancora di più nelle poche giornate in cui si riesce a stare tutti insieme. Anche se alla fine coincidono con quelle di Tokyo. Quindi sta a noi sfruttare questi giorni per capire le dinamiche».

Questa nazionale è cresciuto molto ancora rispetto a Tokyo. Per certi versi questa si può considerare l’Olimpiade della maturazione definitiva?

«Sicuramente c’è stato un ricambio generazionale importante negli ultimi anni, ma abbiamo ancora tanti ragazzi pronti e che scalciano per trovare posto. Tre anni fa Milan subentrò negli ultimi mesi, a scapito di Bertazzo. Quest’anno portiamo Sara Fiorin, giovanissima, tra le donne. Sono tanti i giovani che si stanno mettendo in mostra e proprio in questi giorni ci sarà l’Europeo giovanile, che sarà una bella vetrina per loro».

Cresciuto anche molto il movimento femminile rispetto a tre anni fa.

«Assolutamente. Grazie a Vece abbiamo qualificato per la prima volta la velocità donne. Ma soprattutto abbiamo un quartetto molto forte anche qui. Le ragazze hanno iniziato dopo Tokyo un processo che le ha portate a vincere l’oro mondiale e a diventare campionesse europee quest’anno, battendo l’Inghilterra in finale. Io penso che il livello sia alto e competitivo quanto quello maschile».