Le forature sono per i ciclisti di tutte le latitudini rappresentano un’autentica iattura. La diffusione dei tubeless ha ridotto di molto questa possibilità , ma può sempre accadere che la gomma perda pressione comunque, e così facendo col passare dei chilometri si rischia di danneggiare il cerchio. A tal proposito gli inserti proposti da Tannus prevengono questa evenienza.
Utilizzatissimi da tempo nel mondo della mountain bike, trovano adesso il loro spazio anche in quello road e soprattutto gravel grazie al modello modulare Lite. Oltre a proteggere il cerchio tenendolo staccato da terra e permettendo di tornare a casa in modalità “run flat”, garantisce anche maggiore sostegno e permette di viaggiare a pressioni più basse: da un decimo sino a mezzo bar in meno di quella solita.
Il Tannus Lite pesa solo 45 grammi
Leggerissimo, alla bilancia il Tannus Tubeless Lite pesa appena 45 grammi. Che si aggiungono alla combinazione formata da copertura, valvola e lattice sigillante. Parliamo della versione per bici da corsa, dalla larghezza di 26 millimetri e che è adatta a coperture che vanno da 28 a 32 millimetri di sezione.
Da come si vede anche nella foto qui in alto, il Tannus Tubeless Lite ha una forma a triangolo. All’interno del canale interno del cerchio va inserito il vertice formato dai due lati che presentano una struttura “a coste”. Mentre la faccia superiore al contrario è continua.
Il materiale utilizzato è una speciale mescola che al contempo è molto leggera, ma anche estremamente tenace e resistente. Parliamo della innovativa Aither 1.1, appositamente creata per gli inserti tubeless. Come detto, in ambito road e gravel deve soprattutto fornire quel minimo di sostegno, di “sospensione”, per non danneggiare il cerchio in caso di foratura. Sfruttando anche il fatto che lateralmente, con la gomma a terra, uscirebbe dalla proiezione del bordo e si interporrebbe tra terreno e ruota.
Una mescola che peraltro non assorbe lattice e quindi non si appesantisce richiamando più sigillante. Di fatto non si cambiano di una virgola le proprie abitudini, se non quello di avere eventualmente la possibilità di regolare la pressione un po’ più bassa del normale.
Evenienza che in caso di gravel particolarmente tecnico ulteriormente viene in aiuto. A tal proposito per gli sterrati è consigliata maggiormente l’altra versione del Tannus Tubeless Lite, quella adatta per coperture da 33 a 45 millimetri.
L’inserimento sul cerchio è molto facile ed intuitivo, cosa tutt’altro che scontata quando si ha a che fare con gli inserti all’interno delle coperture. Si appoggia come se fosse una camera d’aria, facendo attenzione a far coincidere l’apposita asola sulla superficie interna con l’ingombro interno della valvola tubeless, come si vede nella foto qui sotto.
A quel punto la copertura si inserisce nel cerchio come sempre, procedendo poi con le altre operazioni tipiche di quando si monta un tubeless. Per il mondo road non è disponibile, ma l’inserto Lite (che costa 29,95 euro) è anche una delle parti che compongono il sistema Fusion, che si compone anche di un altro elemento.
La massima protezione del Tannus Fusion
Numericamente sono due inserti e quindi due prodotti distinti, utilizzati insieme danno vita alla combinazione Fusion. Per ottenerla c’è bisogno sia dell’inserto Lite, che anche del Pro, più specifico per la mountain bike. Disponendosi appoggiato ai bordi della copertura, non solo fornisce protezione in caso di gomma a terra ma garantisce anche maggiore sostegno in curva. Sempre nell’ottica di viaggiare con pressioni più basse.
Nella foto qui sopra si nota l’inserto Pro. Dunque all’interno troviamo il Lite, mentre intorno a quest’ultimo c’è l’altro elemento sempre firmato Tannus, che garantisce una protezione estrema. Un prodotto che sfoggia la mescola Aither 1.1 e che in particolare nelle discipline gravity della mountain bike desta particolare interesse, oltre che godere di moltissimi estimatori.
Per informazioni: www.tannus.eu

















