Evenepoel ricorda Mäder: «Dobbiamo fare i conti con la morte»

Evenepoel
Remco Evenepoel alla Vuelta di Spagna 2023 (credit: Sprint Cycling Agency)
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La maxi caduta di ieri al Giro del Delfinato ne è la prova: ormai aspettarsi una caduta in corsa è (tristemente) la norma. Certe volte è colpa dell’organizzazione che non ha studiato a fondo i potenziali pericoli di certi passaggi nel percorso, altre volte si cade per un errore umano di controllo della bicicletta, altre ancora – come ieri – è l’asfalto a giocare brutti scherzi. In ogni caso, la tensione in sella è sempre più stressante e i corridori devono fare i conti con l’aspetto peggiore del loro lavoro. Ne ha parlato, tra gli altri, anche Remco Evenepoel, rimasto a terra insieme a decine di colleghi.

«In momenti come questo, inizi a pensare al tuo lavoro in modo un po’ più negativo. Perché tutta questa pressione in avanti quando iniziamo le discese? Perché tutti vogliono bici più veloci con pneumatici più veloci e meno grip? Ci sono molte domande, ma nessuna risposta» commenta il campioncino belga, che poi ricorda il compianto Gino Mäder: «L’anno scorso avevo dieci secondi di vantaggio (al Giro di Svizzera, ndr) su qualcuno che poi morì. Purtroppo le cadute fanno parte dello sport, ma a volte bisogna fare i conti anche con la morte. E questo mi aiuta ad accettare i momenti difficili e a tenere alto il morale».

Anche Pello Bilbao, uno dei più cari amici di Gino, ha ricordato il compagno di squadra a quasi un anno dalla morte: «Cerco di evitare molto di più le situazioni rischiose adesso, e di dare il massimo solo quando sono veramente convinto e sento che è necessario ottenere un buon risultato. La cosa buona è che so che posso controllare ogni situazione e, grazie alle analisi e alle ricognizioni, posso minimizzare i rischi, ma devo essere sincero: la morte di Gino ha cambiato il modo di correre».

Quello delle cadute e dei pericoli in corsa è un tema centrale ed è fondamentale che tutti, dai corridori ai team fino alla stampa, ne parlino. Prima si ha ben chiara l’urgenza di prendere provvedimenti e prima si permetterà gli atleti di poter esprimere il proprio talento senza l’ansia di mettere a rischio la propria vita.