BH RS1, l’aerodinamica che sa essere confortevole (VIDEO)

Tempo di lettura: 6 minuti

Versatile lo era in partenza, versatile lo è anche oggi nella sua nuovissima veste. La BH RS1 nella gamma della casa iberica rappresenta la cosiddetta “terra di mezzo” che è quella che poi piace ai più. A quei ciclisti che si trovano magari un giorno a fare i conti col vento, un secondo giorno con le salite, un terzo giorno con tutto questo e anche di più. Deve permettere di superare tutto, e credeteci lo fa.

Il restyling sul quale è stato appena tolto il velo conferma la sua indole aerodinamica di base. Ma andando anche a mettere l’accento su alcuni concetti che in questo modo la rendono ancora più di largo uso. In che modo? Ad esempio garantendo comodità ai massimi livelli per la categoria di appartenenza. Ma prima ancora di questo c’è un telaio da realizzare. Vediamo allora come si sono mossi in quel della Spagna…

Le nuove forme della BH RS1

La struttura qualitativamente è di buon lignaggio, e dà vita ad un telaio da 880 grammi. Utilizzando il carbonio di serie Performance, è stato applicato il metodo costruttivo HCIM. Cosa si nasconde dietro questo acronimo?

Una lavorazione che grazie all’utilizzo di alta pressione all’interno dello stampo permette di compattare meglio gli strati di composito, rimuovendo più resina possibile e impreziosendo dunque gli elementi di un telaio che rimane leggero, rigido e prestazionale. Metodologia peraltro utilizzata anche nelle piattaforme più alte in gamma.

Per le forme, vi rimandiamo alla foto qui sopra per capire i cambiamenti rispetto alla vecchia RS1. A parte alcuni affinamenti meno evidenti, è chiaro come soprattutto nella zona anteriore le cose siano state modificate, e non di poco.

La forcella da 390 grammi consente il transito di gomme sino a 32 millimetri, e la sua sagoma è stata affinata in galleria del vento per ridurre al massimo le turbolenze frontali. Un disegno che BH propone in tutto e per tutto simile nel segmento road anche sulla Aerolight e nella Ultralight, modelli che spesso utilizzeremo nel confronto.

La testa avanza il punto di innesto dei due foderi che presentano praticamente lo stesso angolo del tubo sterzo, e forti di raccordi ben congeniati. Questo garantisce la migliore transizione possibile dell’aria, facilitata a sua volta da un passaggio interno dei cavi che anteriormente sfrutta il sistema ACR di FSA. Marchio che insieme a Vision vedremo molto rappresentato negli allestimenti.

Ne esce rivoluzionato comunque anche il carro posteriore. Invece di foderi orizzontali rettilinei ora troviamo una evidente curvatura, abbastanza pronunciata su ambo i lati, che migliora in comfort insieme ai pendenti decisamente sfinati.

Massiccia invece la scatola del movimento centrale, secondo uno schema costruttivo tutt’altro che inedito ma pur sempre efficace. Una zona bassa massiccia e prestazionale, e laddove possibile elementi destinati a smorzare il più possibile le sconnessioni.

Cambia lo stack

Ma il comfort promesso dalla RS1 arriva anche dalla geometria. Andiamo allora al confronto diretto tra le misure del nuovo modello, del vecchio e della “cugina” più prossima in gamma, la Aerolight.

Nel primo caso, la BH RS1 in taglia M ha lo stesso identico sviluppo della precedente versione. Vale a dire un pacchetto sì aerodinamico a livello di forme, ma con un assetto non certo estremo. La misura che abbiamo provato noi propone 38 centimetri di reach (avanzamento) e 55,7 di stack (l’altezza della linea della serie sterzo). Ed il tubo frontale da 15 centimetri. Quote proprie di un’allrounder che già di suo nasce comoda.

Prendiamo la stessa taglia, ma della Aerolight (specifica per le alte velocità): reach grossomodo accostabile, appena 2 millimetri superiore, ma lo stack è ridotto di 1,8 centimetri e il tubo sterzo ne misura 13,5. Dunque più bassa. L’angolo di sterzo passa da 72,5 a 72,75 gradi, leggermente più chiuso della RS1, vecchia o nuova che sia.

La considerazione che ci viene da fare, anche pensando al reach dell’altro modello, la Ultralight da salita (38,1 centimetri), è che la filosofia di BH è quella di proporre un avanzamento abbastanza standard e nella norma per tutte. Le modifiche avvengono poi per l’altezza dello stack, l’ipotetico “punto di partenza” sul quale si posiziona il manubrio.

Punto che nella RS1 sta posizionato abbastanza in alto (1,5 centimetri oltre anche quello della Aerolight) e che denota una certa predilezione verso posizionamenti comodi e per tutti i tipi di mobilità della schiena. E non a caso è un modello rivolto ad uno spettro decisamente ampio di utilizzatori.

I cinque allestimenti della BH RS1

La bicicletta che abbiamo avuto il piacere di provare è la migliore del lotto in quanto a setup, ma anche quella che a nostro avviso ci sembra la più convincente rispetto a quanto si riesce a portare a casa. La 5.5 propone Ultegra Di2, ruote Vision TC40 in composito, manubrio integrato Evo Monocoque di BH e sella Prologo Nago R4 Pas come elementi maggiormente caratterizzanti. Al prezzo di 5.999,90 euro.

Con identiche taglie e colori, troviamo poi altre quattro varianti. A 5.399,90 euro la 5.0 sempre con Ultegra Di2, ma curva FSA e attacco semintegrato, ruote Vision Team 35 e sella BH. Scendendo ancora, la 4.5 a 4.599,90 euro utilizza come trasmissione lo Sram Rival AXS, la 4.5 (a 3.999,90 euro) lo Shimano 105 Di2.

Chi vuole il gruppo meccanico (in questo caso lo Shimano 105 a 12 velocità) deve optare per la 3.5 (2.999 euro): a nostro avviso tanto semplice quanto funzionale, con le ruote Vision Team 35 che sarebbero la base in questo caso per eventuali upgrade successivi.

BH (perlomeno per adesso) non propone la variante “solo framekit” della RS1. Opzione che potrebbe mettere in condizione chi vuole questo telaio (che ricordiamo è un prodotto ben qualitativo) di allestirlo a piacimento, anche salendo di grado rispetto alle configurazioni standard.

Semmai la casa iberica decidesse di farlo, magari ad un prezzo tra i 2.000 ed i 2.500 euro (andando in “diretta concorrenza” con il nuovo TCR Pro di Giant, tanto per fare un esempio), creerebbe una bella occasione per coloro che vogliono personalizzare una piattaforma che a nostro avviso merita moltissima attenzione.

Il test

Prima di raccontare come si comporta questa RS1, vi invitiamo a premere play sul video per vederla ancora più da vicino.

La BH RS1 conferma dunque la sua natura di allrounder? Sì, ma rimanendo nei confini del segmento di mercato, se dovessimo far pendere l’ago della bilancia tra aerodinamica e reattività, che sono le due idee che contemporaneamente albergano nel progetto, ci sbilanciamo in favore della prima.

La RS1 in fondo rappresenta prima di tutto un bel restyling del modello precedente. Anteriore tutto nuovo ma forme filanti sono l’imprinting dato dai tecnici di BH, che hanno quasi voluto ricreare una versione più addolcita della Aerolight. La geometria in fondo dice tutto: uno stack più pronunciato che consente di rimanere in sella per molte ore senza penare troppo.

Attenzione, non parliamo di una endurance o di una allroad, ma di una corsaiola. Comoda, ma pur sempre una corsaiola. Che quando c’è da spingere risponde bene, sufficientemente leggera e ben reattiva in salita. E che soprattutto si guida facilmente.

L’avantreno in questo caso svolge un ruolo perlomeno determinante. La conformazione della forcella praticamente regala ai foderi di forma snella e rettilinea lo stesso angolo del tubo anteriore. Ma anche un posizionamento avanzato rispetto all’ideale baricentro della zona anteriore. La sensazione è tale che si ha quasi la sensazione che la forcella arrivi “prima” del resto della bicicletta in traiettoria.

Ne esce così fuori una guida precisa, tutto sommato morbida e intuitiva, tutt’altro che nervosa ed in grado di perdonare “senza rancore” anche qualche errore di traiettoria sui curvoni veloci. C’è da dire che il manubrio integrato presente nella versione che abbiamo avuto modo di testare un ruolo determinante lo gioca eccome.

Bene sul passo e ad alte velocità, si conferma poi quella che è la sua natura. Comoda, destinata a tante ore in sella prendendo il meglio che una bici aerodinamica e leggera sa dare, ma senza richiedere un tributo fisico eccessivo. Anche per questo che è destinata ad uno spettro di utilizzatori molto esteso, e anche la fascia di prezzo sta a dimostrarlo.

Per informazioni: www.bhbikes.com