Liegi-Bastogne-Liegi, Fuglsang: «Da quando l’ho vinta io nel 2019, il ciclismo è un altro sport»

Fuglsang
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Nel 2019, prima che si consacrasse definitivamente l’attuale generazione di fenomeni (nel 2020 a Liegi vinse Roglic, poi Pogacar, quindi la doppietta consecutiva di Evenepoel), la Liegi-Bastogne-Liegi se l’aggiudicò Jakob Fuglsang in solitaria. Allora correva nell’Astana, oggi è uno dei corridori più esperti di una Israel che ha accarezzato il podio del Fiandre con Teuns e che ha vinto la Freccia Vallone con Williams.

«Cinque anni fa – ricorda Fuglsang – ho vissuto uno dei giorni più bella della mia carriera. Raramente sono andato così forte. Ma è passata una vita, in mezzo c’è stata la pandemia e quando abbiamo ricominciato a pedalare ho trovato uno sport stravolto. Si va più forte, si sta attenti a tutto, il livello si è sicuramente alzato e quello che bastava cinque anni fa non basta più. Se questo ciclismo mi piace? Mi divertivo di più una volta, c’era più leggerezza, ma tutto sommato pedalare mi piace ancora».

E poi Jakob Fuglsang, 39 anni, si avvia verso la partenza della tredicesima Liegi-Bastogne-Liegi della sua carriera.