Tubolari sulla via del tramonto: è iniziata l’era dei tubeless

Tubeless
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Il passaggio dai tubolari ai tubeless sta segnando una svolta epocale nel mondo del ciclismo. Se l’anno scorso qualcuno utilizzava ancora i tubolari per affrontare le Strade Bianche e le classiche del Pavè, quest’anno la situazione è diversa. Questa trasformazione rappresenta il culmine di un processo graduale che ha coinvolto diversi aspetti della bicicletta. Dai passaggi ruota più ampi ai cerchi con canali più larghi, fino ai telai soggetti a maggiori sollecitazioni, anche a causa dell’adozione dei freni a disco.

I vantaggi offerti dai pneumatici tubeless sono diventati sempre più evidenti e hanno portato a un aumento delle sezioni, con benefici tangibili su vari fronti. Maggiore grip, angolo di piega in curva e comfort migliorati su strade sconnesse sono solo alcune delle conseguenze di questa evoluzione.

Il tubeless ha vissuto una vera e propria ascesa negli ultimi anni, diventando la scelta preferita anche su terreni più accidentati. Grazie alla sua progettazione che elimina la necessità di una camera d’aria interna, offre una serie di vantaggi rispetto ai tubolari. La riduzione del rischio di forature, la migliore gestione della pressione dell’aria, la maggiore sicurezza in caso di perdita di pressione e il potenziale per una riduzione del peso complessivo dello pneumatico sono solo alcune delle ragioni per cui i tubeless stanno diventando le coperture di riferimento per i ciclisti di oggi.

In definitiva, assistiamo a una vera e propria rivoluzione, con i tubeless che emergono come il nuovo standard, portando con sé una serie di benefici che stanno trasformando radicalmente l’esperienza di guida su due ruote.

Lo sweet spot, in termini di dimensioni dei pneumatici, sembra essere stato raggiunto e sarà difficile assistere a sezioni ancora più ampie di quelle attuali. Si è dimostrato che le migliori performance in termini aerodinamici si ottengono con una sezione di 26 millimetri. Tuttavia, è emerso che progettando una bicicletta con cerchi adatti e telaio con passaggi più ampi, l’utilizzo di una copertura da 30 millimetri può produrre gli stessi risultati prestazionali, se non migliori. Questo approccio offre tutti i vantaggi discussi in precedenza.

Per le classiche del pavè, è diventata prassi comune l’uso di tubeless da 32 millimetri. Questi pneumatici, affrontando le molteplici sollecitazioni del terreno accidentato su cui pedalano i corridori, offrono prestazioni in termini di velocità e scorrevolezza persino superiori a gomme con sezioni da 28 e 30 millimetri in queste particolari condizioni.

Il discorso sulle dimensioni dei pneumatici è di fondamentale importanza, non può essere generalizzato e richiede un’analisi dettagliata. La variazione tra una sezione più stretta e una più larga dipende da come la gomma, una volta montata, deforma la propria area di base. Questo gioca un ruolo cruciale nella resa del pneumatico, poiché può risultare che una copertura da 28 millimetri, una volta montata, abbia una larghezza effettiva di 30 millimetri.

La capacità della gomma di deformarsi e adattarsi alla superficie del terreno influenza direttamente le prestazioni complessive del pneumatico. Pertanto, la scelta della sezione non può essere fatta alla leggera, ma deve considerare attentamente vari fattori, tra cui la conformità della gomma e il tipo di terreno su cui si andrà a pedalare.

Questa flessibilità nell’interpretazione delle dimensioni dei pneumatici sottolinea l’importanza di un approccio personalizzato e mirato nella selezione della copertura ottimale per massimizzare le prestazioni in base alle esigenze specifiche del ciclista e del percorso.