Parigi-Roubaix, l’analisi dei 29 settori in pavé: 55,7 chilometri sulle pietre

Parigi-Roubaix
Immagini dalla scorsa edizione della Parigi-Roubaix (foto: A.S.O./Ballet)
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Sono 29 i settori pavé che saranno affrontati dalla 121ª Parigi-Roubaix in programma domenica per un totale di 55,7 chilometri (1.200 metri in più rispetto all’edizione del 2023), mai così tanti negli ultimi 30 anni. I soli contrassegnati da 5 stelle sono la Trouée d’Arenberg (n° 19), il Mons-en-Pévèle (n° 11) ed il Carrefour de l’Arbre (n° 4). Il primo troncone in acciottolato sarà quello da Troisvilles ad Inchy ed inizierà quando mancheranno 163,7 chilometri al traguardo. Qui le caratteristiche tecniche settore per settore.

29. Da Troisvilles ad Inchy (km 96,0) – 2.200 m – ***

Tanta tensione in gruppo per raggiungere l’imbocco del primo settore pavé, che è diviso in due parti. S’inizia con un lungo rettilineo di 1.550 metri in lievissima discesa, con pavé abbastanza regolare. Il tratto successivo (625 metri), quello che porta ad Inchy, preceduto da una curva a 90° gradi, è anch’esso in discesa ma con un fondo decisamente peggiore.

28. Da Viesly a Quiévy (km 102,5) – 1.800 m – ***

E’ il primo di una serie di due ravvicinati tronconi. Ha un pavé di buona qualità e verso la metà presenta un brevissimo segmento in leggera discesa. Dall’uscita manca meno di un chilometro per entrare nel settore successivo, più lungo e difficile.

27. Da Quiévy a Saint-Python (km 105,1) – 3.700 m – ****

Si snoda tra i campi di cereali ed è comparso per la prima volta nell’edizione 1973 della Roubaix. E’ molto lungo. Dopo un inizio in lieve discesa, diventa piatto e alla fine, infilandosi in un boschetto, presenta un breve tratto in salita.

26. Da Viesly a Biastre (m 111,3) – 3.000 m – ***

E’ un troncone pavé non particolarmente ostico, rientrato nel 2017 nel percorso della Parigi-Roubaix dopo una lunghissima assenza. E’ intitolato alla memoria di Michael Goolaerts, il belga che proprio durante la Roubaix del 2018 cadde privo di sensi e in arresto cardio-respiratorio e decedette poi la sera in ospedale.

25. Da Vertain a Saint-Martin-sur-Écaillon (km 122,6) – 2.300 m – ***

Quasi interamente in rettilineo, il settore presenta un’agevole semicurva dopo 900 metri in lieve ascesa. Il frequente passaggio di trattori e mezzi agricoli rende spesso il fondo sporco ed insidioso.

24. Da Capelle a Ruesnes (km 129,3) – 1.700 m –  ***

è considerata l’unica côte pavé della Parigi-Roubaix. Quasi interamente in rettilineo, ha la parte iniziale in lieve discesa (4%), ma poi in un solo chilometro si sale di ben 36 metri. I primi 400 metri sono al 7%, mentre i successivi 600 sono praticamente pianeggianti (2%).

23. Da Artres a Quérénaing (km 138,3) – 1.300 m – **

Questo settore viene inserito soltanto per la terza volta nel percorso della Parigi-Roubaix. I precedenti risalgono al 2015 e al 2021. Tre anni fa, nell’edizione posticipata ad ottobre a causa della pandemia, la primissima parte del settore presentava un’enorme pozzanghera. Prima metà in lievissima salita, sino dall’incrocio con lo Chemin du Cateau, poi la strada pianeggia con tendenza a scendere.  

22. Da Quérénaing a Maing (km 140,1) – 2.500 m – ***

Lungo e veloce, in leggera discesa, è un settore che è stato ristrutturato nel 2022. Viene affrontato anche nel Grand Prix de Denain, ma in senso opposto.

21. Da Maing a Monchaux-sur-Écaillon (km 143,2) – 1.600 m – ***

Prima parte in falsopiano su un pavé molto regolare, seconda parte con un fondo mediocre, spesso con le pietre molto distanziate l’una dall’altra, in leggerissima discesa. Dopo Monchaux-sur-Écaillon la corsa è attesa da una temporanea pausa: 10 chilometri di asfalto prima di affrontare il settore n. 20 della Parigi-Roubaix.

20. Da Haveluy a Wallers (km 156,2) – 2.500 m – ****

Ciottoli sconnessi e deformati e tanta polvere caratterizzano questo perfido troncone intitolato a Bernard Hinault, che vinse l’edizione 1981 con la maglia iridata sulle spalle. La parte iniziale si snoda sullo Chemin d’Hélesmes, poi, all’altezza di una cascina, curva ad angolo retto e s’imbocca lo Chemin d’Escaudain.

19. Trouée d’Arenberg (km 164,4) – 2.300 m – *****

Uno dei settori più difficili e più spettacolari dell’Inferno del Nord. Introdotto nel 1968, è un lungo rettilineo nel cuore della Foresta di Raismes-Saint-Amand-Wallers che la corsa ha sempre imboccato arrivando a 60 chilometri orari. Per ridurre la velocità all’ingresso , e limitare quindi il pericolo di cadute, l’organizzazione ha deciso di inserire una chicane poco prima dell’inizio della Foresta. E’ un primo troncone a cinque stelle, con un pavé di pessima qualità, che farà come sempre una prima selezione. Il chilometro iniziale è in lieve discesa, la parte più dura è quella successiva.

18. Da Wallers ad Hélesmes (km 170,4) – 1.600 m – ***

Un passaggio a livello divide in due parti questo settore. Il primo tratto, completamente ristrutturato, presenta un acciottolato piuttosto regolare; il secondo, dopo Pont Gibus, ha un pavé di scarsa qualità.

17. Da Hornaing a Wandignies (km 177,2) – 3.700 m – ****

A dividere in due questo lunghissimo settore è invece una breve segmento di strada asfaltata. Dopo 750 metri c’è una curva a destra che immette su un rettilineo di 3 chilometri.

16. Da Warlaing a Brillon (km 184,7) – 2.400 m – ***

Troncone piuttosto rettilineo che alterna passaggi in leggera discesa e in lieve ascesa.

15. Da Tilloy a Sars-et-Rosières (km 188,2) – 2.400 m – ****

Un breve tratto asfaltato fa da spartiacque tra una prima parte caratterizzata da un pavé in discrete condizioni e una seconda con una pavimentazione in condizioni più degradate. E’ un settore piuttosto curvilineo, tendenzialmente in lieve discesa.

14. Da Beuvry ad Orchies (km 194,5) – 1.400 m – ***

Dedicato a Marc Madiot, che vinse due volte la Roubaix (1985 e ’91), questo settore ha fatto la sua prima comparsa nel percorso della classicissima nel 2007. Si snoda lungo lo Chemin du Moulin de Beuvry e il pavé più cattivo compare nella seconda parte, però c’è la possibilità di evitarlo pedalando lungo lo sterrato a bordo strada.

13. Orchies (km 199,5) – 1.700 m – ***

Quello del primo chilometro, sullo Chemin des Prières, è un pavé ruvido e polveroso. Nella parte rimanente è spesso umido e scivoloso, perché si snoda sullo Chemin des Abattoirs, che corre lungo un canale. E’ nel percorso della Parigi-Roubaix dal 1980.

12. Da Auchy a Bersée (km 205,6) – 2.700 m – ****

S’inizia con un fondo di pietre piuttosto degradato, 1.200 metri in lievissima ascesa, poi la situazione migliora quando s’imbocca il pavé del Nouveau Monde. L’insidia principale deriva da una serie di curve ad angolo retto tra i campi.

11. Mons-en-Pévèle (km 211,1) – 3.000 m – *****

A meno di 50 chilometri dall’arrivo, è un settore-chiave, lungo e difficile, diviso in tre parti. Inizio soft, con il benevolo pavé della Croix Blanche e du Blocus, una curva stretta ed insidiosa immette poi sul pavé della Croix Rouge, ma la porzione più tosta è quella conclusiva, con pietre sconnesse, su un falsopiano in lieve ascesa. Selezione assicurata.

10. Da Mérignies ad Avelin (km 217,1) – 700 m – **

Un breve settore rettilineo privo della possibilità di eludere il pavé a bordo carreggiata. Si conclude con un’insidiosa curva a gomito che in caso di fondo bagnato può diventare scivolosa.

9. Da Pont-Thibault ad Ennevelin (km 220,6) – 1.400 m – ***

E’ un settore non particolarmente ostico, ma può diventare insidioso e fare danni in una giornata piovosa. Dopo un primo chilometro totalmente rettilineo, il tratto finale comprende due strettissime curve che in caso di precipitazioni diventano inevitabilmente scivolose.

8a. Templeuve (L’Épinette) (km 225,9) – 200 m – *

E’ la prima porzione di Templeuve ed è il settore pavé più breve della corsa. Abbandonato dal 2013 al ’17 per via delle pessime condizioni del fondo, ha fatto ritorno nel percorso della Roubaix nel 2018 grazie ai lavori di ristrutturazione operati dagli Amis de Paris-Roubaix.

8b. Templeuve (Moulin-de-Vertain) (km 226,4) – 500 m – **

La seconda parte inizia in corrispondenza di un pittoresco mulino a vento. E’ molto breve e tende a scendere leggermente su un pavé abbastanza irregolare..

7. Da Cysoing a Bourghelles (km 232,8) – 1.300 m – ***

Dopo un primo tratto privo di grandi difficoltà, lungo lo Chemin de Tournai, le cose si complicano all’uscita di una curva ad angolo retto, quando il pavé si fa più balordo. La fascia sterrata a bordo strada non è una buona alternativa per la presenza di buche e pietre.

6. Da Bourghelles a Wannehain (km 235,3) – 1.100 m – ***

Inizia in lieve salita con un breve tratto di asfalto in pessimo stato, poi la strada si fa più pianeggiante e nel finale addirittura in lievissima discesa. Nella parte centrale si affrontano due ampie curve.

5. Camphin-en-Pévèle (km 239,8) – 1.800 m – ****

Soprannominato “Pavé de la Justice”, è un settore estremamente polveroso, specie se nei giorni che precedono la Roubaix non avvengono precipitazioni. A metà c’è un’insidiosa curva ad angolo retto. Poi meno di un chilometro di asfalto dall’uscita di questo settore all’imbocco del terribile Carrefour de l’Arbre.

4. Carrefour de l’Arbre (km 242,5) – 2.100 m – *****

L’ultimo settore a cinque stelle, mitico e dannato, presenza fissa alla Parigi-Roubaix dal 1980, è posto a 17 chilometri dal traguardo. I corridori lo affrontano ormai allo stremo delle forze, se la gara non s’è decisa prima può rivelarsi decisivo. Inizia con una serie di curve su un pavé malconcio, nella seconda parte la stradina migliora in qualità e diventa più rettilinea. Qui hanno fatto il vuoto Kuiper (1983), Madiot (1985 e ’91), Boonen (2009) e Van der Poel (2024).

3. Gruson (km 244,8) – 1.100 m – **

Settore facile, anche per via della possibilità di percorrere la fascia priva di pavé a bordo strada. Comincia con una facile curva a sinistra che immette sul lungo rettilineo che termina a Gruson.

2. Da Willems a Hem (km 251,5) – 1.400 m – **

Su entrambi i lati la strada ha delle ampie corsie asfaltate in ottimo stato che permettono di evitare un pavé in condizioni pessime, ma la presenza di molte curve costringe i corridori a percorrere alcuni tratti di acciottolato per portarsi da un lato all’altro della carreggiata..

1. Roubaix (Espace C. Crupelandt) (km 258,3) – 300 m – *

Pavé da … salotto, levigato e uniforme al centro delle due carreggiate di Avenue Roger Salengro, a poco più di un chilometro dal velodromo. E’ un settore introdotto nel 2017 per ricordare le vittorie di Charles Crupelandt, il solo ciclista di Roubaix che riuscì a vincere questa classica-monumento (1912 e 1914).